Porto, Bucci (La Pigna): "Indispensabile la conferma di Di Marco per continuare nella crescita"

"La Pigna per la rinascita di Ravenna sostiene la riconferma alla presidenza dell’Autorità Portuale di Ravenna di Galliano Di Marco

Galliano Di Marco

"La Pigna per la rinascita di Ravenna auspica e sostiene con convinzione la riconferma alla presidenza dell’Autorità Portuale di Ravenna di Galliano Di Marco, persona che ha mostrato di essere capace, competente, seria e soprattutto autonoma e indipendente dal Pd ravennate e dai poteri forti. Un sostegno che, in coerenza con quanto previsto nel nostro programma, prevede la valorizzazione del merito a discapito della raccomandazione e della clientela". E' quanto afferma il candidato della lista civica, Maurizio Bucci.

"Nel periodo di presidenza di Di Marco il nostro porto ha visto incrementare il traffico delle merci movimentate da 21.700.000 tonnellate del 2012 a 24.300.000 circa di fine 2015 - analizza Bucci -. Nel solo mese di gennaio 2016 il dato del traffico merci è stato di 2,23 milioni di tonnellate, con un aumento del 17% sullo stesso mese del 2015. Il porto e la logistica portuale rappresentano l’unico settore dell’economia ravennate che in questi anni è sempre stato in continua crescita, in quanto è coordinato da un altro ente pubblico nazionale, vale a dire l’Autorità Portuale a guida Di Marco, guarda caso non in mano o non condizionabile dal Pd, e la città non può permettersi di perdere fette di mercato in un momento di difficile congiuntura economica".

Mercoledì scade il mandato quadriennale della presidenza dell’Autorità Portuale di Ravenna e, a oggi, il ministro Graziano Delrio non ha ancora annunciato la sua decisione. "Ribadiamo con forza, ancora una volta, come i conflitti d’interessi presenti in Sapir e gli intrecci politici ed economici che riguardano soprattutto gli operatori privati, quali la Pir di Ottolenghi e la Setramar di Poggiali, quest’ultimo ora a supporto del Pd con una lista civica, siano di fatto minacciati dall’azione trasparente ed efficace del presidente Di Marco", afferma Bucci.

Il candidato sindaco de La Pigna sostiene "come il Pd stia ostacolando gli investimenti nel porto di Ravenna, tenendo di fatto bloccati quasi 240 milioni di euro che in una situazione di grave crisi economica avrebbero consentito più occupazione e più consumi, oltre che garantire un futuro certo e positivo per imprese e lavoratori del porto. Anzi la realizzazione di questi investimenti avrebbe permesso un aumento di 3mila unità lavorative nei prossimi cinque-sei anni. E così, mentre a Ravenna si continua a parlare e si blocca tutto, accumulando ritardi che costeranno caro, Augusta utilizza 80 milioni di euro per l’ampliamento delle aree operative, Gioia Tauro 40 milioni di euro per l’esecuzione e la gestione del porto intermodale, Taranto ha avviato l’impiego di 80 milioni per opere di dragaggio, mentre Napoli ha impegnato 66 milioni di euro in gare in corso di affidamento".

"L’unico impegno del sindaco Matteucci e del vice sindaco, nonché assessore al Porto, Mingozzi, è quello di fare pressioni sul ministro Delrio affinché non riconfermi Di Marco. Nel caso il ministro scelga la soluzione di una non riconferma o proroga all’attuale presidente, e proceda alla nomina di un commissario diverso, così come auspicato guarda caso concordemente dal leghista Pini e dal piddino De Pascale, ci troveremmo di fronte a un’altra espressione di arroganza volta solo a tutelare gli interessi degli operatori portuali amici alleati del Pd, e non gli interessi della città e della sua economia - aggiunge -. Dove il Pd ha gestito direttamente e con arroganza il potere, attraverso soprattutto il Comune di Ravenna, ma anche la Provincia e la Regione, i risultati sono stati disastrosi quanto impietosi: commercio e turismo in profonda crisi; edilizia in coma quasi irreversibile; costi dei servizi pubblici e delle imposte comunali alle stelle; strade piene di buche; ‘poltronificio’ costoso e inefficiente con società a partecipazione comunale; aumento della criminalità dovuta a totale disattenzione e irresponsabilità".

"Non passa infatti giorno che a Ravenna non vi siano licenziamenti, chiusura o fallimenti d’imprese o notizie di furti, raggiri e truffe. Tutto questo non è frutto del caso, ma è il risultato della politica del Pd, che è diventato in questi ultimi venti anni progressivamente il partito della finanza, alleato con i poteri economici forti, che ha volutamente abbandonato la tutela dei lavoratori, delle piccole e medie imprese commerciali, artigianali e dei servizi e delle fasce più deboli della popolazione", conclude Bucci.

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