Elezioni a Faenza, Marchesi smentisce: "Non sarò il candidato sindaco del centrodestra"

Il suo nome aveva iniziato a circolare negli ambienti manfredi nelle scorse settimane, pur non trovando conferma durante la serata di apertura di campagna elettorale con l'arrivo in città di Matteo Salvini

Maurizio Marchesi non sarà il candidato sindaco del centrodestra alle prossime elezioni comunali di Faenza. Il suo nome aveva iniziato a circolare negli ambienti manfredi nelle scorse settimane, pur non trovando conferma durante la serata di apertura di campagna elettorale con l'arrivo in città di Matteo Salvini.

E ora è lo stesso Marchesi, giornalista, a spiegare la situazione, che critica quei giornali che nei giorni scorsi gli hanno "affibiato" la candidatura: "Sono un uomo libero, moderato, civico, senza distintivo e senza bandiera e penso di averlo dimostrato negli anni. Dopo essermi ritrovato con foto nel giornale, mentre ero in vacanza al mare con la famiglia, senza nemmeno una telefonata, da più parti politiche (praticamente da tutti) sono stato contattato per sondare la mia disponibilità a fare il candidato sindaco per la mia città, Amo Faenza, la sua anima culturale da piccola Atene di Romagna, il Palio, il buon vivere, il verde, gli eventi, le attività economiche, i grandi team mondiali, lo sport, la piazza. Amo Faenza e ho rinunciato a opportunità lavorative con relativa crescita professionale per restare a Faenza. Da anni vivo del mio lavoro e non di politica, con la quale ho sempre dialogato a 360 gradi e, lo ripeto, non ho mai avuto una tessera in tasca. Chi crede che abbia un’etichetta, che eravamo ai dettagli, sbaglia".

"Se ho atteso prima di scrivere e parlare è sostanzialmente per due motivi - precisa Marchesi - Innanzitutto ero fuori città con la famiglia e gli ultimi giorni di mare li ho passati al telefono trascurando i miei familiari. Secondo motivo e naturalmente fondamentale, nel rispetto delle persone che hanno fatto il mio nome, dovevo, da buon giornalista, comprendere cosa era vero ed era opportuno almeno un incontro. La richiesta di candidatura è arrivata da una forte componente civica e solo per questo motivo, con un passo indietro dei partiti e con piena autonomia della lista civica del sindaco, ho accettato il confronto. Ho ascoltato, ho riflettuto. Ho incontrato e parlato con molte persone. Credo che la città abbia bisogno di nuova spinta propulsiva che sappia andare oltre alla gestione economica dei conti, un progetto per il futuro che possa dare opportunità ai giovani e che possa offrire lavoro e ricollocazione a tutti. Penso che siano importanti i programmi politici (di cui ancora non ho sentito parlare) e che serva anche una “visione” della città del futuro. La “bellitudine” come diceva un amico qualche giorno fa, è l’attitudine ad essere bello. Mi sono documentato online, la “bellitudine” è semplicemente cura delle cose, dei dettagli, delle proporzioni, amore delle persone, in sintesi rispetto. Dal rispetto non può che nascere qualcosa di bello, non può essere altrimenti. Faenza è bella, ma ha anche un’attitudine ad esserlo. Diamogli una ulteriore progettazione che possa essere la guida della Romagna, ne ha le potenzialità. Mettiamo al centro la famiglia, l’etica, il rispetto della nostra terra. Ripartiamo da un nuovo umanesimo, come scrive Mons. Mario Toso, per vincere le sfide globali serve una vera trasformazione che parta dalle fondamenta".

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"Amo Faenza, ma amo anche il mio lavoro - precisa il giornalista - Il passo della candidatura a sindaco della mia città mi stimola, mi emoziona e mi dà energia, in molti in queste ore mi stanno chiamando affinché vada avanti, ma in questo momento preferisco il mio lavoro. Ringrazio chi mi ha cercato, mi spiace deluderli, ma torno al mio lavoro. Conosco i candidati in campo e quelli che scenderanno. Sono meritevoli della mia stima e auspico che siano autonomi nelle loro scelte e che sappiano ristabilire in città due parole per le quali mi sarei battuto: meritocrazia e competenza in tutti gli ambiti. Chiedo che mantengano viva la passione e il servizio per la politica. Che siano inclusivi e non divisivi, che abbiano a cuore Faenza e non il loro ruolo di presunto e temporaneo potere. Torno al mio lavoro con l’imparzialità e la libertà di sempre".

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