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Migranti e il progetto Mediterranea, Morrone attacca: "Operazione tutt'altro che umanitaria"

L'imbarcazione, che non ha l'autorizzazione allo sbarco, è circondata da tre motovedette, due della Guardia di Finanza e una della Guardia Costiera

Il caso della nave Mare Ionio, battente bandiera italiana, del progetto Mediterranea, tocca indirettamente anche Ravenna attraverso un'affermazione del sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone. La nave, alla fonda a un miglio e mezzo da Lampedusa ha a bordo 49 migranti, tra cui 12 minori, davanti alle coste libiche. L'imbarcazione, che non ha l'autorizzazione allo sbarco, è circondata da tre motovedette, due della Guardia di Finanza e una della Guardia Costiera. Lunedì Mediterranea aveva chiesto alle autorità italiane un "porto sicuro", prima di fare rotta verso Lampedusa. 

"Credo che sia più che sospetta la voluta coincidenza dell’arrivo di fronte a Lampedusa della nave dei ‘centri sociali’ Mare Jonio, facente parte del progetto Mediterranea, con il procedimento in Senato sulla Diciotti - afferma Morrone -.  E penso di non essere lontano dalla verità a supporre che questa operazione rappresenti un vero e proprio ricatto politico allo Stato, organizzato sulla pelle di migranti sfruttati strumentalmente per obiettivi tutt’altro che umanitari. Ha ragione il ministro Matteo Salvini. Se lo Stato cede oggi, potrebbe mettersi in moto un processo per cui chiunque si riterrebbe libero di condizionarne le politiche con mezzi illegali. Un pericolo che il Paese non può correre, soprattutto in questo caso che andrebbe addirittura a favorire il business criminale dei mercanti di schiavi. La presenza, poi, di un soggetto come Luca Casarini sulla nave, come capo missione, mette tutta la vicenda su un piano ancora più scivoloso. Non si può infatti sorvolare sui trascorsi di questo soggetto e sulle sue attività come antagonista, rappresentante dei ‘disobbedienti’, dei no global e dei centri sociali, condannato più volte per diversi reati".

Quindi l'affondo: "Si svela così quale sia il vero obiettivo del progetto Mediterranea e dei suoi sostenitori, fra cui, ricordo, a Ravenna un Comitato, di cui fa parte anche il sindaco Michele De Pascale, che ha raccolto fondi per finanziare operazioni come quella di Casarini.  Altro che ‘accoglienza, tolleranza e integrazione’ come ha pubblicizzato il Comitato, qui si tratta di tutt’altra operazione e chi ne è complice dovrà assumersene le responsabilità".

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