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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica

Mingozzi ad Ancisi: "Non giochi con le azioni"

Il vicesindaco Giannantonio Mingozzi risponde ad Alvaro Ancisi che propone di vendere le azioni Hera per abbattere il carico fiscale di quest'anno:

Il vicesindaco Giannantonio Mingozzi risponde ad Alvaro Ancisi che propone di vendere le azioni Hera per abbattere il carico fiscale di quest’anno: “Ormai tutta l’opposizione, Ancisi in particolare, considera le partecipazioni azionarie del Comune una sorta di ‘tesoretto’, buono di volta in volta per abbassare l’Imu, rimpinguare gli investimenti o ingraziarsi artigiani e commercianti", esordisce Mingozzi

"Niente di più sbagliato - continua il vice sindaco -. E’ molto facile in tempi di difficoltà drammatiche per la finanza pubblica, proporre vendite o svendite di ogni proprietà comunale, ma si è mai chiesto il consigliere Ancisi che cosa sarebbe il Comune tra due o tre anni, privato anche degli ultimi strumenti che gli rimangono per contribuire nei servizi pubblici o nel porto – con le azioni Sapir – a determinare politiche di pubblico interesse e azioni utili alla nostra comunità?"

"Si è mai chiesto Ancisi come la nostra Holding, privata delle partecipazioni, possa continuare ad erogare quegli utili che servono per mantenere i servizi fondamentali per le famiglie, come le scuole, che di certo lo Stato non rileverebbe? - prosegue Mingozzi -. Si è mai chiesto Ancisi, da buon dirigente Anci, se piuttosto che depauperare i Comuni e assegnargli le sole funzioni di esattori per conto dello Stato, rendendoli quindi invisi alla cittadinanza, non sarebbe meglio garantirgli nuove fonti di sussistenza oltre alle tasse, per esempio rivedendo il patto di stabilità, che non ci consente di spendere le nostre risorse? Si è mai chiesto Ancisi se con le sue proposte, che mirano più a indebolire il Comune che non ad aiutare le famiglie, saremmo poi in grado di contrarre mutui per investimenti e dialogare con autorevolezza con chi vuole investire a Ravenna?"

"Mi dispiace che nella foga di contestare comunque il Comune, dando l’assurda idea di una giunta che si diverte ad imporre tasse e che tutto il giorno pensa a dilapidare il pubblico denaro, ci si dimentichi anche della storia dei Comuni e di quello che dovrebbero essere domani i municipi, in un Paese nel quale si rischia il deserto sociale e per il quale gli amministratori comunali sono rimasti gli unici ad assumersi le loro responsabilità, a diretto contatto con i cittadini e le famiglie!”, conclude Mingozzi

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