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Murales di via Marani, Benzoni (LpRa): "Sono blasfemi. Offendono il mondo cattolico"

Rivolgendosi all'assessore Valentina Morigi, Benzoni chiede di sapere "se esiste un regolamento per questa attività artistica che ne definisca e contenga i contenuti entro certi parametri condivisibili da una società che abbia lo scopo di condurre una civile e rispettosa convivenza".

"Murales blasfemi" in via Marani, lungo l'ex ippodromo di Ravenna. E' quanto segnala l'esponente di Lista per Ravenna, Gianluca Benzoni, il quale chiede "l'immediata rimozione di ogni singolo riferimento grafico che possa offendere il mondo religioso che in questo caso è riconducibile al mondo cattolico e la comunità cristiana". Rivolgendosi all'assessore Valentina Morigi, Benzoni chiede di sapere "se esiste un regolamento per questa attività artistica che ne definisca e contenga i contenuti entro certi parametri condivisibili da una società che abbia lo scopo di condurre una civile e rispettosa convivenza".

Per Benzoni "la libertà del tema così come indicato nel bando (“tema libero”), non può essere abbandonato alla mercè di tutti; prima si dovranno istruire gli artisti che offendere e mancare di rispetto non sono certo manifestazioni di libertà e per questo dovranno assumersi ciascuno le proprie responsabilità. I contenuti anche in arte hanno un significato che non può essere trascurato e lo sfogo della creatività non può certo ritenersi limitato se si chiede rispetto".

Secondo l'esponente della lista civica, "è impressionante come il mondo cattolico di Ravenna sia continuamente e incessantemente bersagliato su vari fronti al sol scopo di demolirne la sua credibilità. C'è una crescente ostilità anticattolica e talvolta autentico odio, che si evidenzia anche in mondi diversi da quelli estremisti, nel mondo della politica, dei giornali e persino nei murales di via Marani lungo l'ex Ippodromo di Ravenna. Diversi cittadini non hanno gradito l'insulto grafico, di cattivo gusto verso la chiesa e tutto il mondo cattolico. L'assurdità raggiunge poi l'apice quando si apprende che tutto l'evento che rientra nel “festival della Street Art” sia anche stato finanziato con soldi pubblici, dei cittadini; un ente pubblico che foraggia vignette che rasentano il blasfemismo già utilizzato da Charlie Hebdo nei confronti della religione musulmana. Tengo a precisare che la stessa indignazione e sdegno ci sarebbe stata anche nei confronti di grafia contro il mondo Mussulmano, Buddista o altro".

"Troviamo - aggiunge Benzoni - che la religione non debba essere strumentalizzata o provocata con simboli al limite dell'offesa, come nel caso di questi murales. Troviamo di cattivo gusto le corna sopra un Gesù disegnato con le infradito, un signora incita intenta a fare le corna. Troviamo anche di cattivo gusto la vicinanza di simboli che richiamano gli illuminati vicino alla figura S. Patrizio, ciò con il precipuo intento di alludere ad una commistione fra chiesa e poteri forti. Non si capisce la volontà “dell'artista”, se non quella di provocare il mondo cattolico; non si capisce nemmeno come il Comune possa autorizzare e tollerare certe rappresentazioni grafiche di dubbio gusto. Tutte le iniziative culturali per essere coerenti con il loro scopo appunto “culturale”, dovrebbero osservare dei requisiti morali, etici e di buona educazione, ma forse il Comune di Ravenna nel suo processo di modernizzazione ha perduto questi principi che stanno alla base di una società che si rispetti ed improntata su criteri di democraticità". 

ANCISI - Sulla questione è intervenuto il capogruppo Alvaro Ancisi: "Benzoni è un giovane esponente di Lista per Ravenna che si impegna con generosità e senza contropartita con l’intenzione di promuovere il bene della città. Come tutti gli altri esponenti di Lista per Ravenna, ha totale libertà di opinione, che può liberamente esprimere, senza chiedere niente a nessuno e non impegnando il movimento, purché non contrasti con il programma della Lista (https://allegati2015.files.wordpress.com/2015/09/progetto-ravenna-2011-2016.pdf), eventualità che non si è mai proposta. Nel modo medesimo, ha espresso ieri pubblicamente la propria opinione sui murales che si possono osservare su una pubblica strada del quartiere Darsena, realizzati sotto l’insegna del “Festival della Street Art” in collaborazione con l’assessorato delle Politiche giovanili, Cioè con l’assessora Valentina Morigi. Ho visto tutto solo leggendo i giornali, insieme ad una tempesta di commenti. In sostanza, questi murales rivisitano, nelle intenzioni dei due giovani autori, personaggi, simboli e forme artistiche della religione cattolica in una “chiave moderna”, che in talune traduzioni grafiche Benzoni ha però inteso provocatoria e offensiva “verso la Chiesa e tutto il mondo cattolico”. Del resto, per esempio, “le corna sopra un Gesù disegnato con gli infradito” e  quelle mostrate da “una signora incinta” saranno anche, secondo gli artisti, le mani “con pollice, indice e mignolo alzati”, riprese anche in un mosaico di San Vitale come rappresentazione di Dio; e va bene che “nel linguaggio dei segni  rappresentano la frase ‘I love you’ ”: ma è fuor di dubbio che possono urtare, specie se esposte su strada, la sensibilità di molte persone, neanche solo di Chiesa, non in grado di decifrarle in tal modo. La metà dei commenti espressi sui giornali è di questa opinione. L’altra giustifica la libertà dell’espressione artistica. Qualcuno grida anche alla censura, ignorando che chiunque stia all’opposizione di qualsiasi regime sia pure “democratico” può solo criticare e chiedere, se gli va bene, non già aver parte, per un unghia, nel “controllo della comunicazione o di altre forme di libertà  da parte di una autorità” (= censura, per Wikipedia).  Normale amministrazione. Se non fosse che è ad agitare il drappo rosso è scesa nell’arena la più diretta “autorità” in campo, nella persona della suddetta assessora:  la quale, non comprendendo “come tutta questa bellezza possa essere blasfema o fuori luogo”, pensa che “la bruttezza sia negli occhi di chi guarda”. Dunque, chi la pensa diversamente dalla “censora” di turno, non è solo cattivo, ma anche brutto, poco importando se ha ben precisato che l’opera, a parte i simboli disapprovati, “non sarebbe neanche stata male, ha un bel senso cromatico”. Fortunatamente i giovani hanno più testa dei loro padrini e madrine. L’organizzatore del festival e gli autori artisti dei murales, tra i quali una ragazza alla cui famiglia (lei compresa), devotamente cattolica, sono da sempre legato da reciproca devozione, si sono incontrati con Benzoni. Gli hanno anche chiesto di fotografarsi insieme. In fondo, più pubblicità non avrebbero potuto avere. Si sono spiegati e capiti sulle reciproche intenzioni, intendendosi anche sulla street art: “Siamo di fronte ad un fenomeno artistico in piena evoluzione il quale, sebbene si rivolga a tutti perché esposto a qualsiasi passante di strada, inizia ad avere dei contenuti più ricercati e meno immediati rispetto ai murales di qualche anno fa e pertanto non può da tutti essere compreso nel significato intenzionale dell'artista”.  Si tratta ora di mettersi d’accordo con l’assessora alle Politiche giovanili. Possiamo tentarci. Se farà in tempo, promuova nel prossimo “Festival della street art”, coinvolgendo artisti con un taglio espressivo necessariamente diverso, un murale che mostri in chiave moderna e dissacrante, eventualmente ironica, immagini rappresentative della religione musulmana". 

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