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Natale a Ravenna, Ancisi tira le somme: "153mila euro per i filmini sui muri"

A tirare le somme è il capogruppo in Consiglio comunale di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi

Il Natale del Comune di Ravenna è costato tra video-mapping, concerti, spese tecniche e campagne pubblicitarie 270.430 euro. A tirare le somme è il capogruppo in Consiglio comunale di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi. Partendo dal video-mapping, "la vera specialità natalizia ravennate, anche se ormai niente affatto esclusiva", dice Ancisi, "la parte del leone l’ha fatta la basilica di San Vitale. Ultimo monumento Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità rischiarato da “Ravenna in Luce”, è costata in proprio alla cittadinanza 35.380 euro “per la gestione artistica e tecnica delle proiezioni”, 45.018 euro “per attrezzature e servizi” e 9.394 euro per “installazione degli impianti elettrici”. In cifra tonda, fanno 90.000 euro, ulteriormente arrotondabili in almeno 100.000, dato che la campagna pubblicitaria di tutti gli eventi natalizi è stata fatturata per 26.317 euro".

L'esponente civico ricorda che quest'anno "si è trovato modo di sottoporre a proiezioni video, per opera sempre dello stesso clan, la facciata del MAR (così qualcuno si accorge che c’è una mostra) e la piazzetta Unità d’Italia (così qualcun altro si accorge che c’è), al prezzo di 39.944 euro. L’ottavo video-mapping natalizio ravennate è dunque costato ai cittadini 152.952 euro in contanti, trascurando, tutt’altro che lievi, i costi del personale e quelli generali dell’amministrazione comunale impiegati nella macchina organizzativa".

Qui va però fatto il confronto coi costi cash di tutto il resto del programma natalizio indetto dal Comune, che, estraendoli da sette atti amministrativi variamente intrecciati, quantifico in 140.694 euro, di cui 90.000 per il progetto Christmas Soul, in collaborazione con Ravenna Manifestazioni, che comprendeva, sempre gratis, il concerto notturno della cantante gospel Cheryl Porter il 31 dicembre in piazza del Popolo e la matiné del 1° gennaio al Teatro Alighieri, nonché due concerti di tardo pomeriggio in piazza del Popolo e la manifestazione “Parole Note” di Radio Capital il 30 dicembre al Teatro Alighieri. Il resto è andato nella campagna pubblicitaria per 26.317 euro, come già detto, e in spese tecniche di vario genere per 24.377. Il confronto col rapporto costi/benefici è dunque chiaramente impietoso per il video-mapping, il quale merita dunque un’ulteriore riflessione politico/contabile".

Tassa di soggiorno

Prosegue Ancisi: "Non si è mai sentito un solo albergatore ravennate dire che un suo cliente sia mai venuto a Ravenna per il video-mapping, anche se, una volta arrivato per vedere qualcosa di più solido, può darsi che ne sia stato folgorato. Siccome le spese natalizie sono pagate dal servizio Turismo coi soldi della tassa di soggiorno, il problema va perciò osservato dalla parte del bilancio municipale. Dei due milioni d’incasso previsti nel bilancio 2018, 432.000 euro sono stati destinati all’ “organizzazione, realizzazione e compartecipazione a manifestazioni di intrattenimento e altre iniziative di animazione e promozione turistica (Ravenna Bella di Sera/Mosaico di Notte, Notte d'Oro, Notte del Liscio, Notte Rosa, Beaches Brew, Spiagge Soul, Moondogs, eventi Natale e Capodanno, etc”) e 84 euro alle “attività di potenziamento dell'informazione e promozione del territorio”: in tutto 526mila euro, da cui il video-mapping natalizio ha dunque sottratto quasi il 30%. Conti della serva? Non lo nego. Mi basta che li valuti il padrone. Che non è il sindaco, come crede lui. Ma ogni membro della cittadinanza ravennate, a cui quei soldi appartenevano. E particolarmente gli operatori turistici, gabellieri malvolentieri dei tributi vacanzieri". 

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