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Niente bonus da 600 euro per gli invalidi, la Lega: "Penalizzati i più deboli"

L’Inps ha precisato che il bonus da 600 euro è incompatibile con l’assegno ordinario di invalidità

Il gruppo Lega Emilia Romagna ha presentato una risoluzione che impegna la giunta ad attivarsi affinché il Governo nazionale recepisca nel decreto di aprile sulla “fase due” una modifica atta a consentire la cumulabilità dell’assegno ordinario di invalidità previsto dalla legge 222/1984 con gli indennizzi concessi dagli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto-legge n. 18/2020.

Il cosiddetto “Cura Italia”, ha riconosciuto un indennizzo per il mese di marzo 2020 pari a 600 euro, per le limitazioni imposte dalla situazione emergenziale legata alla diffusione del Covid-19. Tale indennizzo, esente da qualsiasi imposizione fiscale, è destinato ai liberi professionisti con partita Iva, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo iscritti alla Gestione separata dell’Inps, ai co.co.co. in gestione separata, agli artigiani, ai commercianti, ai coltivatori diretti, a coloni e mezzadri, a stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, nonché ai lavoratori del settore spettacolo e ai lavoratori agricoli. Tuttavia l’Inps ha precisato che il “bonus” è incompatibile con l’assegno ordinario di invalidità.

“Tale interpretazione – spiega il capogruppo della Lega Matteo Rancan - pertanto esclude dai potenziali beneficiari dell’indennità i più deboli, ovvero i titolari di “assegno ordinario di invalidità”, penalizzati rispetto agli altri lavoratori, soprattutto se si considera che l’importo percepito mensilmente tramite assegno ordinario di invalidità è assai poca cosa rispetto ai 600 euro previsti per l’indennizzo. Una “discriminazione” che emerge ancora più forte se si considera come il bonus da 600 euro è cumulabile con ammortizzatori sociali quali la Naspi o con erogazioni monetarie derivanti da borse lavoro, stage e tirocini professionali, nonché con i premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale. Pertanto diviene ancora più evidente come la norma sia posta a tutela dei più, e non certo di chi più avrebbe bisogno di un sostegno effettivo da parte dello Stato. E' dalla necessità di non lasciare indietro nessuno che parte la nostra richiesta di impegnare la Regione ad attivarsi col Governo nazionale affinché recepisca nel decreto di aprile sulla “fase due” una modifica atta a consentire la cumulabilità dell’assegno ordinario di invalidità”.

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