Niente fondi per le scuole paritarie, la Lega: "Rischiano il default"

E' quanto dichiara il segretario provinciale della Lega, Samantha Gardin

“Il Governo ha scelto di non stanziare fondi nel Decreto Rilancio per le scuole paritarie, tant'è che molte di loro oggi rischiano la chiusura. Questo rischio, soprattutto in un contesto come l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna, va assolutamente scongiurato". E' quanto chiede il segretario provinciale della Lega, Samantha Gardin.

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"Va ricordato - aggiunge Enrico Zini, capogruppo Lega in Unione - che sul territorio dell'Unione dei comuni della Bassa Romagna esistono venti istituti paritari che offrono un ottimo servizio e, soprattutto per le scuole dell'infanzia, per alcuni comuni sono l'unica opzione e in generale sono in numero superiore a quelli statali. La loro chiusura causerebbe un blocco del sistema dell'istruzione, e un enorme disagio sia per i genitori che per i bambini". "Siamo dell'idea che le scuole paritarie giochino un ruolo fondamentale - argomenta Gardin - e che potrebbero agevolare anche la gestione del ritorno in classe degli alunni della scuola pubblica. Pertanto sia l'Unione dei comuni che il comune di Ravenna devono rivendicare fondi anche per le scuole paritarie per le quali, al momento, non è stato previsto nemmeno lo stanziamento di un centesimo per la sanificazione degli ambienti che, nell'ottica della ripartenza scolastica di settembre, potrebbero essere molto utili anche alle scuole pubbliche nella gestione della ricollocazione degli studenti. Penso all'istituto del Sacro Cuore di Lugo, oggi orfano delle classi medie e che, dunque, potrebbe ospitare gli alunni delle elementari della scuola pubblica. In questo momento di grande difficoltà, sarebbe necessario valutare il concetto di scuola ed educazione in ogni sua espressione, abbandonando la concezione ideologica secondo cui le scuole paritarie sarebbero privilegiate o per gente benestante. Una lettura sbagliata e superficiale, come tanti luoghi comuni che si sono diffusi per troppo tempo. Dobbiamo invece intendere queste scuole come una forma di investimento e di rafforzamento del sistema scolastico pubblico ed è in questa ottica che chiediamo un contributo straordinario per fronteggiare un’emergenza come quella che stiamo affrontando".

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