Dissesto idrogeologico a Mensa Matellica: la nuova centrale idroelettrica in Procura

"Al riguardo, avevo già acquisito dal servizio Ambiente del Comune copia di tutti gli atti dei procedimenti autorizzativi sia di questa centrale, che di un'altra, ancora in fase istruttoria, da realizzare a San Bartolo, sul fiume Ronco", afferma Ancisi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Nell'aprile 2013, la Provincia di Ravenna ha rilasciato l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) di sua competenza per la realizzazione di una centrale idroelettrica sul fiume Savio a Mensa Matellica, nel comune di Ravenna, sulla quale la Procura della Repubblica, interessata da cittadini del posto e attivata dal Corpo Forestale, ha avviato delle indagini. Al riguardo, avevo già acquisito dal servizio Ambiente del Comune copia di tutti gli atti dei procedimenti autorizzativi sia di questa centrale, che di un'altra, ancora in fase istruttoria, da realizzare a San Bartolo, sul fiume Ronco.

Fin dal mese di agosto 2015, quando la centrale di Mensa Matellica entrò in funzione, si avviò un processo di erosione delle sponde fluviali nel tratto di circa tre chilometri a monte del paese. Questo fenomeno ha via via assunto forme sempre più preoccupanti, fino a sfociare in un vero e proprio dissesto idrogeologico. Le sponde sono progressivamente franate, abbattendo terreni agricoli privati per oltre dieci metri, fin quasi ad arrivare al alcune case, e non accennando a rallentare. La loro forma si è verticalizzata, con altezze anche di sei metri, ponendosi a strapiombo col residuo suolo agricolo, sul quale, d'altra parte, l'uso dei mezzi agricoli è ad alto grado di insicurezza dato il rischio di franamento del terreno sabbioso-argilloso. Il sommovimento franoso ha trascinato nel fiume alberi di prima grandezza quali salici, pioppi e ontani, nonché specie arbustive che assolvono le vitali funzioni idrogeologica e di trattenimento del suolo attraverso gli apparati radicali. L'alveo del fiume si è ridotto notevolmente, con minaccia di ostruzione, causa gli alberi precipitati per franamento della sponda. Ne deriva un pregiudizio idraulico a danno della sicurezza pubblica.

La causa fondamentale del fenomeno erosivo sta nella messa in funzione delle paratoie per la produzione di energia elettrica, che ha creato a monte un innalzamento del livello idrico di almeno due metri. Il terreno sabbioso di sponda, già per sua natura vulnerabile, imbevendosi dell'acqua del fiume tende a franare nell'alveo con tutta la vegetazione. Nel caso poi di una piena, che innalza viepiù il livello del fiume a monte di Mensa Matellica, i conduttori della centrale sono costretti ad aprire le paratoie facendolo bruscamente scendere anche oltre due metri in poche ore, con effetto molto dirompente su notevoli porzioni delle scarpate.

Sotto accusa è il procedimento istruttorio dell'AIA, che sembra essersi concentrato sulla costruzione dell'impianto, trascurandone gli effetti ambientali a monte, nonostante il tecnico istruttore iniziale, nel 2010, prevedendo il fenomeno dell'erosione ed instabilità delle scarpate a monte avesse suggerito - del resto ovviamente - di stabilizzarle con una massicciata e di modellarle con adeguate pendenze, raccomandando anche che fosse imposto, in fase di gestione, un rilascio graduale dell'acqua dalle paratoie (non oltre 20 centimetr ogni tre ore). Ci si chiede anche come la Valutazione d'Impatto Ambientale non abbia constatato il conflitto con le direttive della Regione in materia di derivazioni d'acqua pubblica ad uso idroelettrico che ammettono nuovi sbarramenti sui corsi d'acqua solo qualora siano precedentemente programmati dalle amministrazioni per ragioni di difesa idraulica, non certamente il caso di quest'opera, anche se realizzata sopra una briglia esistente. Ma impongono, soprattutto, che il provvedimento di concessione sia rilasciato a condizione che non sia pregiudicato il mantenimento delle caratteristiche qualitative del corpo idrico derivato. Al riguardo si osserva come fossero invece prevedibili le seguenti conseguenze: diminuzione della velocità della corrente e delle sue variazioni stagionali; alterazione dell'oscillazione termica annuale e giornaliera; modifica della dinamica del trasporto solido e riduzione quantitativa e talvolta qualitativa della biomassa; processi di stagnazione e quindi di sedimentazione di materia organica, nonché riduzione della capacità di autodepurazione; ridotta turbolenza e quindi minore ossigenazione delle acque, con riflessi negativi sugli organismi animali.

Il Comune di Ravenna non è disinteressato alle cause alle responsabilità del dissesto, che investe il proprio territorio, e ai provvedimenti urgenti da attivare affinché sia fermato e i danni per quanto possibile riparati. C'è poi l'istruttoria della nuova centrale di San Bartolo su cui porre una lente di ingrandimento. Lista per Ravenna saprà farsi carico di ciò nel prossimo nuovo consiglio comunale".

Alvaro Ancisi, capolista di Lista per Ravenna

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