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Nuova piscina comunale, per Panizza (G.Misto) il progetto presenta vari "punti in sospeso"

Il capogruppo del Gruppo Misto in Comune solleva i propri dubbi sul progetto della nuova piscina comunale che "punta a manifestazioni, gare e meeting di carattere internazionale"

Si torna a parlare del nuovo progetto della piscina comunale di Ravenna con una doppia interrogazione presentata da Emanuele Panizza, capogruppo del Gruppo Misto in Consiglio comunale. "Le proposte contenute nel Piano di Gestione della piscina comunale integrata al nuovo progetto, lasciano dei punti in sospeso e sollevano interrogativi che necessitano di una risposta chiara e che non lasci spazio ad interpretazioni. La società Pool 4.0, che attualmente gestisce l’impianto è partecipata al 51% da Ar.Co Lavori, ossia coloro che hanno presentato il progetto di finanza ritenuto di pubblica utilità da questa Giunta. È assodato che la società Pool 4.0 si è scontrata diverse volte con gli uffici comunali competenti, a causa del non rispetto delle clausole scritte nel capitolato di gestione. Violazioni che hanno anche comportato la presentazione di un esposto all’Autorità giudiziaria da parte del Gruppo Misto", afferma Panizza.

"Il 27 maggio 2021 il Consiglio comunale è riuscito ad inserire il progetto nel piano degli investimenti del Comune, grazie al voto favorevole della sola maggioranza, visto e considerato che, nonostante fossero trascorsi poco meno di due anni da tali dichiarazioni (ma più di due da quando venne commissionato lo studio), il progetto presenta tuttora forti criticità. Ciò risulta inspiegabile ed inconcepibile - prosegue il capogruppo del Gruppo Misto e candidato a sindaco - Il progetto prevede una vasca olimpionica con tribuna da circa 800 posti, quando l’impianto di Riccione ne prevede 1.200 ed il centro federale di Roma 1.500. Non è chiaro neanche se siano stati previsti locali idonei per le attività accessorie, indispensabili durante tali eventi (ad esempio, una cabina di controllo dotata di aria condizionata, di dimensioni non inferiori a 6m x 3m posta in un determinato punto), che quando non servono possano, chiaramente, essere destinati ad altro, ma che all’occorrenza devono esserci. Soprattutto, però, la vasca da 50m non è modulabile. È chiaro che il campo di gara è solo uno, ossia quello della vasca olimpionica, perché le tribune ‘adeguate’ sono previste solo lì e non nella vi cina vasca da 25m x 21m (che tra l’altro non sarebbe omologabile per gare internazionali per via della profondità 1,8m anziché 2m).  Quindi risulta inspiegabile che non si sia considerato di realizzare una vasca da 52,2m, dotata di un pontone di 2,2m (o in alternativa di 1,5m), per ovviare al problema e potervi, quindi, organizzare eventi internazionali anche in vasca corta".

"Non si comprende come un progetto così ambizioso non preveda di essere integrato con l’attiguo campo d’atletica, in modo da potervi condividere alcuni servizi: ad esempio il bar, il ristorante, la sala fitness, ottimizzando in tal modo i costi di gestione e manutenzione - aggiunge Panizza -. Sarebbe, così, possibile organizzare eventi sportivi multidisciplinari, ora sempre più ed attuali e verrebbero estesi gli orari di fruibilità della pista e del parco, con evidenti benefici per l’intera comunità. Il capogruppo del Gruppo Misto tramite la doppia interrogazione chide al sindaco di rispondere alle varie criticità evidenziate, ma anche riguardo gli orari e le tariffe del nuovo impianto. "L’Amministrazione ha chiaramente detto che punta a manifestazioni, gare e meeting di carattere internazionale. Le tariffe riservate al pubblico non prevedono abbonamenti superiori al mese, come avviene in tantissimi altri impianti comunali, che vanno ad abbattere sensibilmente, in quota parte, il costo dell’ingresso singolo. Di conseguenza avremo una delle piscine comunali più care d’Italia", sottolinea Panizza. Da capire inoltre "fino a quale tipologia di gare/evento sarà concretamente omologabile l’impianto ravennate, specificando il livello e le discipline con precisione", dato che in passato si era ipotizzato che il territorio ravennate potesse dare un contributo alla possibile candidatura unica di Bologna e Firenze per le Olimpiadi del 2032.

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