''Nuova stagione turistica vecchie criticitá degli anni passati''

''Resta imprescindibile la prevenzione, attraverso l’attività di intelligence e la presenza fisica di Forze dell’Ordine sul territorio''

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

''A ogni inizio della stagione balneare le solite querelle tra le varie componenti costrette a condividere gioia e dolore di questo periodo, riportano in auge il best seller del compianto Marcello D'Orta: "Io speriamo che me la cavi". Cittadini e imprenditori da una parte, amministrazione comunale dall'altra, alle prese con i vari problemi che la stagione aggiunge al quotidiano. Eppure le materie che infoltiscono la cronaca dei quotidiani sono sempre le stesse: abusivismo, sballo, comportamento incivile di taluni, restrizioni sull'uso delle strade, divieti a gogò.

Vien da chiedersi: ma da ottobre a marzo, sei mesi, non sono sufficienti a chi governa la città per elaborare una programmazione che corregga le anomalie dell'anno prima? Certo, c'è chi vuole questo e chi quello, sicuramente accontentare tutti non è possibile, ma i problemi che annualmente si ripresentano bisogna eliminarli. Sono tante le piaghe che affliggono i territori costieri del Consiglio territoriale del mare, che alla fine di ogni anno presentano il conto. L'abusivismo commerciale sulle spiagge: si è persa la memoria degli anni che se ne chiede l'azzeramento. Non è un bello spettacolo vedere agenti che sulla spiaggia corrono dietro ad extracomunitari che tentano di dileguarsi alla loro vista. Lo sballo: anche su questo sono anni che si chiede di porre un freno ma, nonostante costose campagne pubblicitarie sugli effetti deleteri dell'abuso di alcool e uso di stupefacenti, nulla è cambiato. Considerato che non è possibile un poliziotto dietro a ogni cittadino, perché non prevedere la figura dello steward all'interno dei locali che ne risponda in solido col titolare qualora fosse somministrato alcol ai minorenni, o oltre il limite ai maggiorenni, e lo spaccio o lo scambio di stupefacenti?

Tra l'altro, si creerebbero anche nuovi posti di lavoro. Comportamento incivile: non abbiamo bisogno di questi soggetti poiché, oltre a costituire un cancro per la società, deturpano e infangano il buon nome di una località. Una volta identificati, vanno subito cacciati a calci nel sedere e muniti del divieto di far ritorno. E un pseudo Daspo anche per loro? Restrizione sull'uso delle strade: ritengo giusto che in determinate ore serali alcuni tratti di vie di una località siano destinate a uso esclusivo del pedone, in modo di garantire sicurezza all'utenza debole, purché questi provvedimenti non penalizzino oltre modo l'intero tessuto cittadino.

In pratica, adottare lo stesso metodo per i mercati o lo svolgimento di manifestazioni, che si svolgono in determinati giorni e per determinate ore, non dalla sera al mattino e tutti i giorni. Il sacrificio di chi deve subire la limitazione è possibile ma non nel lungo periodo. Divieti a gogò: ritengo non sia questo il modo giusto di promuovere il turismo nelle località che vivono di esso. Vietare tutto non sarebbe necessario se si attuassero provvedimenti corretti, che tengano conto delle esigenze di tutte le componenti di una località e non solo di alcune. Di là di tutto, resta imprescindibile la prevenzione, attraverso l'attività di intelligence e la presenza fisica di Forze dell'Ordine sul territorio.

Pasquale Minichini

Capogruppo di Lista per Ravenna

Consiglio territoriale del mare

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