Domenica, 26 Settembre 2021
Politica

Nuova viabilità di via Cassino, la Pigna: "Ennesimo pasticcio"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Il progetto elaborato dalla giunta del sindaco uscente de Pascale sulla nuova viabilità che interesserà via Cassino presenta numerosi elementi che non tengono minimamente conto delle linee guida sulla città della Regione Emilia-Romagna in ambito urbano. Questo accade quando si approvano, con troppa fretta e su spinta politica, modifiche del’sssetto viario e della circolazione di un’area urbana. Quando si effettuano questi interventi, occorre avere una visione d’insieme per evitare effetti negativi e tenere conto delle linee guida della ciclabilifa emanate dalla Regione Emilia Romagna. Purtroppo, il sindaco uscente de Pascale, la sua giunta e i suoi uffici tecnici non sono nuovi a scelte d’impeto che non tengono assolutamente te conto delle conseguenze. Si veda la questione del nuovo Polo scolastico di via Vicoli per il quale de Pascale insiste nonostante le importanti obiezioni di Arpae sull’inquinamento acustico, elettromagnetico e ambientale del sito.

Per quanto concerne la nuova pista ciclabile di via San Mama, la costruzione del marciapiede da 50 cm previsto per separare la careggiata dalla pista ciclabile, nulla serve se non a spendere inutilmente denari e generando una fonte di grave pericolo per i ciclisti che quando si trovano su un percorso misto con i pedoni rischiano di urtare con il gradino del marciapiede. Le raccomandazioni delle linee guide indicano l’opportunità, specie in ambito urbano, di non realizzare tali separazioni fisiche per motivi soprattutto di sicurezza e di fluidità dello scorrimento del traffico dei ciclisti. Il flusso del traffico in via San Mama inoltre, pur essendo reso a senso unico, subirebbe un sicuro rallentamento in quanto la strozzatura della strada creata in alcuni punti sarebbe sicuramente soggetto a interruzioni causa di mezzi commerciali fermi per scarico e carico merci, mezzi in transito a passi carrabili, eventualità questa che oltretutto con la pista ciclabile confinata come da progetto, creerebbe ulteriori blocchi anche del traffico della ciclabile stessa.   In riferimento al paragrafo 1.2 del documento di progetto “Relazione Tecnica” si fa notare che le determinazioni riportate non sono supportate da dati numerici e sufficienti esplicitazioni e da argomentazioni, in altre  parole il progetto parte da dei presupposti tecnici e di politica dei trasporti carenti. Ma non solo, in riferimento ai capoversi del citato paragrafo del progetto si fa notare che nulla è concretamente riferito per quanto riguarda le presunte “simulazioni” dei diversi scenari, bensì ne è stato adottato uno ma senza riferire alle comparazioni con gli altri scenari; incidentalità tra l’intersezione con via S.Mama e via Cassino… (quali?); riorganizzazione della circolazione; visto che si fa riferimento ad un elevato numero di ciclisti anche qui c’è qualcosa che non  torna  La scelta di far continuare la pista ciclabile in fregio al lato destro (andando dall’esterno verso il centro città) è alquanto opinabile essendo gran parte delle direzioni prevalenti rivolte verso Ovest (verso Stadio e Viale Randi per intendersi) e costringerebbe la maggior parte dei ciclisti ad attraversare S.Mama in corrispondenza di ognuno dei tanti incroci che ci sono sul lato sinistro mentre a destra in confronto non cè quasi nulla (basti pensare al mercato, all’ospedale, agli uffici comunali).

Dato che si presume che una tale pista ciclabile sia di servizio prevalentemente per un traffico cittadino e non certo per un traffico “turistico” (che in ogni caso potrebbe essere esclusivamente estivo e numericamente trascurabile, oggettivamente), non è ben chiaro quali siano le politiche urbanistiche oggettive e quantificabili che la ispirano tale impostazione. Inoltre il confinamento della ciclabile con un cordolo di larghezza di 50 cm oltre ad essere contrario in sé alle linee guida in riferimento, fa occupare inutilmente dello spazio prezioso di carreggiata che in certi punto è già di per se stesso molto stretto e costituirebbe un blocco in caso di necessità di agevole passaggio di mezzi di soccorso quali camion dei Vigili del fuoco o ambulanze quando ci fosse la concomitanza di un altro mezzo con larghezza superiore a 1,80 m. Senza considerare che costa il doppio, inutilmente. Quasi certamente tale impostazione comporterà una modifica sì nell’assetto della circolazione ma anche e certamente di carattere negativo nella qualità generale del quartiere che gravita attorno all’asse Via S.Mama – Via Cassino. Ciò perché se da una parte si rincorre l’ennesima modifica del traffico veicolare con dei risultati ai fini della vivibilità urbana tutti da verificare, dall’altra non si è tenuto conto che un sistema circolatorio così strutturato (o destrutturarlo) su un impianto urbano e stradale di questo tipo può generare un incremento dell’inquinamento anziché diminuirlo. Ma l’osservazione piu importante è che un importante flusso di traffico, che oggi passa attraverso Via Cassino e porta linfa vitale a tutto la vita del quartiere, verrebbe scientemente amputata di una importante quota destinando quasi certamente ad un depauperamento di risorse e di vita del quartiere.

Per mitigare tale scelta si suggerisce di adottare i seguenti aggiustamenti al progetto: eliminare (come da L.r. n. 10/2017) il confinamento della pista ciclabile ed, eventualmente spostarla sul lato sinistro della via S.Mama prima della via Plazzi; ridurre la larghezza del marciapiedi in lato sinistro; mantenere un flusso del traffico dalla Rotonda Irlanda verso via Cassino in modo da non togliere un flusso di traffico vitale al quartiere ed evitare di avere una intensificazione del flusso che si troverebbe a passare e intersecare su via Plazzi portando un aumento di traffico verso le zone centrali della città anziché smaltirlo; al netto di conservare la scelta di trasformare il primo tratto di Via San Mama a senso unico a scendere si può, quindi conservare lo status quo (scelta auspicabile) nel secondo tratto, oppure, realizzare un senso unico a salire (anziché a scendere) per realizzare una confluenza in via S.Mama e poi utilizzare via Punta Stilo per i flusso di traffico a scendere. Quindi sì alle piste ciclabili, ma con una estrema attenzione a che la loro collocazione non abbia impatti negativi sulla circolazione viaria e sul tessuto economico.

Andrea Barbieri, lista civica La Pigna

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