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Nuovi cartelli turistici per Lido di Savio, Bernabè (Mar) "Così si cerca di far sparire la Romagna"

Il Movimento per l'Autonomia della Romagna si scaglia contro l'iniziativa del Comune di accostare il lido ravennate a Bologna

L'iniziativa del Comune per individuare una nuova denominazione da inserire nei cartelli turistici di Lido di Savio non è piaciuta a tutti. L'idea di accostare, solo attraverso i cartelli turistici marroni, il nome della località ravennate a Bologna, infatti, ha attirato le critiche del Movimento per l'Autonomia della Romagna. "Dopo le dichiarazioni del sindaco ravennate che preferisce l’avvicinamento di Ravenna a Bologna, piuttosto che il collegamento ferroviario della Romagna unita - afferma il vicecoordinatore regionale del Mar Fabrizio Barnabè -, continua lo svilimento della nostra terra da parte di chi l’amministra. Si impone nel dibattito pubblico una scelta dell’assessore al turismo sulla denominazione di Lido di Savio. Indecisi sul nuovo nome 'attira-turisti', si è pensato di ricorrere alla democrazia popolare di un sondaggio online: da oggi la comunità avrà 4 giorni per scegliere se chiamarsi 'Bologna Mare' O 'Bologna Marittima'".

"Subito, come molti di voi, pensavamo fosse una bufala di qualche pagina goliardica bolognese, invece vi confermiamo che l’amministrazione ha dichiarato ufficialmente che 'Legare la denominazione della città di Bologna a Lido di Savio può essere un’opportunità per la promozione e la visibilità del lido' - continua Bernabè -Sicuramente la agghiacciante proposta è stata formulata in buona fede e non vogliamo credere alle (comprensibili) malelingue che la interpretano come l’ennesima, cieca, dimostrazione di sudditanza, ma - fra tutte le (tante) proposte sensate per la valorizzazione della nostra riviera - questa ci sembra quanto meno inefficace. Unendo i puntini, rimaniamo sinceramente sconcertati dalla naturalezza con cui il potere cerca di far sparire la Romagna e la romagnolità appena ne ha l’occasione". 

"I tempi in cui il nome ufficiale della Riviera Romagnola era l’improponibile e interminabile 'Riviera Adriatica dell’Emilia Romagna' ce li siamo lasciati alle spalle anche grazie (lo diciamo a bassa voce) alla nostra ostinazione che dura da 30 anni: ora si degnano almeno formalmente di chiamarla “Romagna”, ma poi, appena possono, cercano di mischiare le carte in tavola riportando in auge nomi che oggi sanno di colonialismo più che di turismo. Chiediamo a chiunque - conclude Bernabè - Ravenna, capitale d’Italia e culla della storia, e la Romagna, regione d’Italia patrimonio di identità e culture, devono diventare per forza un’appendice di Bologna? Se sì, perché mai?".

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