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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Politica Centro / Via Maggiore

Nuovo abbattimento di pini in via Maggiore, monta la polemica. Italia Nostra: "Continua la strage di alberi"

E Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, rincara la dose: "Ripiantumare gli alberi come promesso nel 2019"

Sette pini di via Maggiore saranno abbattuti e, come per lo scorso abbattimento nella stessa strada, scoppia la polemica ambientalista. Il taglio è stato deciso nei giorni scorsi dal Comune di Ravenna in seguito ad approfonditi sopralluoghi che hanno rilevato "criticità di tenuta e stabilità di sette esemplari di Pinus pinea presenti in via Maggiore, tali da configurare un rischio elevato per la pubblica incolumità". Nel dettaglio dei rilievi tecnici, tali esemplari hanno mostrato “un'elevata propensione al cedimento”, condizione che comporta inevitabilmente un intervento non differibile di abbattimento. Una situazione non 'nuova' per la strada principale di borgo San Biagio, dove già nel 2019 era nata una polemica con alcuni manifestanti che avevano bloccato l'abbattimento dei pini, anche se il taglio degli alberi fu comunque portato a termine alcuni giorni dopo.

"A farne le spese i pini piantati almeno sessant’anni anni fa per conferire qualità urbanistica e ambientale alla via d’accesso principale della città; città che annovera il pino domestico nel suo stemma - commentano dalla sezione ravennate di Italia Nostra - Pare ne verranno abbattuti altri sette. Uno dei primi tirati giù appariva in condizioni di perfetta verticalità, forse solo con una chioma non perfettamente folta. Si può ipotizzare che sia stato abbattuto a causa del poco pregio ornamentale, dal momento che gli alberi vengono classificati anche in base al loro valore estetico. Le radici massacrate per anni dai lavori per la posa dei sottoservizi, non ultima la fibra ottica e relative cabine - in via Maggiore spesso realizzate proprio dove prima vi erano alberi - sepolti da cordoli e asfalto, ormai additati come pericolosi “alberi killer”, i pini domestici subiscono da alcuni anni una vera e propria persecuzione, che nega il loro valore di alberi altamente benefici per mitigare l’inquinamento urbano e migliorare la qualità dell’aria, motivo per cui ad esempio venivano piantati attorno a sanatori ed ospedali. Allo stesso modo viene disprezzato il loro valore ornamentale e identitario per Ravenna e per il paesaggio italiano, che li rende tra gli alberi esteticamente più rilevanti del nostro Paese. Non a caso, la prima legge di tutela del paesaggio italiano fu scritta appunto per una pineta, e proprio a Ravenna. Al Centro Sud, poi, sono sottoposti all’attacco della Toumeyella parvicornis, un insetto che ne sta conducendo a morte migliaia a Roma, senza che nessuno se ne prenda cura, nonostante esistano rimedi semplici ed efficaci".

"Siccità, ingressione del cuneo salino, clima impazzito e capitozzature selvagge fanno il resto - continuano gli ambientalisti - Poi si parla di “compensazioni”, di milioni di nuovi alberi da piantare, di “forestazione urbana”, e in periodo pre-desertificazione come l’attuale si mettono a dimora piantine abbandonate al loro destino. Quando invece ogni singolo albero sarebbe da monitorare, proteggere, curare, mettere in sicurezza e tutelare come un bene preziosissimo, in particolar modo quelli di età adulta, in quanto non certamente comparabili, per capacità di mitigazione e benefici ambientali, con piantine di pochi anni. Senza contare il rifugio e la possibilità di nidificazione che questi offrono all’avifauna, la cui presenza, specie nelle città, è ormai sempre più rara. Insomma, una spirale inarrestabile di temperature sempre più torride, con sempre meno alberi a contrastarle, ed un clima in evidente mutazione che provoca le tempeste che poi li danneggiano. Nonostante l’evidenza, per un asse viario di primaria importanza come via Maggiore prosegue, un po' per volta, il progetto di abbattimento di tutti gli alberi esistenti, senza che questi vengano in alcun modo ripristinati. Al motto “i pini aiutiamoli a casa loro” (leggasi “pinete”) via Maggiore si appresta a divenire un’ “isola di calore”, un forno rovente di asfalto e cemento e uno sconcio biglietto da visita per Ravenna, evidenziando ancora una volta lacune e disinteresse degli assessorati competenti. Italia Nostra ha richiesto al Comune di poter visionare tutte le autorizzazioni per comprendere se, come per gli abbattimenti del 2019, alcuni alberi avrebbero potuto invece essere risparmiati".

Ancisi (LpRa): "Ripiantumare gli alberi come promesso nel 2019"

"La notizia ha allarmato numerosi abitanti di via Maggiore che temono la scomparsa del viale e la totale cementificazione delle piazzole che ospitavano gli alberi - rincara la dose Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, presentando un'interrogazione al sindaco - La causa delle preoccupazioni sta nella risposta, datata 11 luglio 2019, che Gianandrea Baroncini, allora assessore comunale all’Ambiente e ora assessore alle autorizzazioni ambientali, diede all’interrogazione del consigliere Emanuele Panizza con oggetto: “Via Maggiore: ripiantumazione degli alberi abbattuti”. Il comunicato stampa di giovedì scorso ricorda infatti che “l’ultimo piano di abbattimento di pini in via Maggiore […] risale al giugno 2019 […]”, che “era stato programmato nell’ambito dei lavori di ripristino dei marciapiedi nel primo tratto” e che “il taglio delle piante” era stato di “sette in tutto”. Tenendo per buono questo dato, anche se Baroncini parlava di 11 “entro Ferragosto”, risulta, sempre da Baroncini, che “i pini mancanti, abbattuti o caduti nei decenni scorsi in via Maggiore” sono stati 18: aggiunti i 7 del 2019 e i 7 di quest’anno, si arriva dunque a 32 piazzole vuote. Di questo passo, attendendo con Baroncini “che il viale di diradi ulteriormente”, resteranno nel viale stesso, che aveva resistito alla seconda guerra mondiale, più buchi (anche escludendo quelli sulla carreggiata) che alberi. Il 31 luglio 2019 l’assessore aveva però assicurato che “la scelta dell’amministrazione è orientata certamente per il mantenimento delle alberature in via Maggiore e il reintegro in tempi rapidi”, stando attenti alla “specie arborea da utilizzare che sarà quella che andrà, in futuro, a costituire in toto il nuovo viale alberato” e presumendo “di poter intervenire nella primavera prossima o autunno successivo”, cioè entro il 2020. Sono passati inutilmente due anni senza che se ne sia più parlato, nemmeno annunciando nuovi tagli. Non avendo la pandemia vietato di mettere in atto almeno il progetto tecnico di reintegro delle alberature, cominciando con quelle già soppresse e proseguendo con quelle via via da sopprimere, i residenti di via Maggiore hanno dunque ragione di impensierirsi".

Di qui l'interrogazione con cui Ancisi chiede al sindaco di conoscere "qual è la specie arborea scelta per le ripiantumazioni in oggetto e se, confermando la scelta di reintegrare le alberature abbattute in via Maggiore, intende disporre che se ne presenti “in tempi rapidi” (cioè settimane o pochi mesi, non anni ed anni) il progetto esecutivo almeno dei primi interventi, da finanziare col piano degli investimenti 2023".

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