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Nuovo presidente di Acer, Ancisi: "Nomina illegale"

Duro attacco di Alvaro Ancisi, capogruppo della Lista per Ravenna, a seguito della nomina del nuovo vertice di Acer, l'azienda che si occupa di edilizia residenziale pubblica (le ex case popolari)

“La nomina dell'ex assessore provinciale Emanuela Giangrandi a presidente di Acer Ravenna, gestore delle case popolari, è stata stigmatizzata da alcuni colleghi dell’opposizione non per la persona, ma per la disinvoltura con cui il partito padrone di Ravenna e provincia piazza i suoi quadri nelle poltrone dominanti e meglio retribuite delle istituzioni pubbliche”. Duro attacco di Alvaro Ancisi, capogruppo della Lista per Ravenna, a seguito della nomina del nuovo vertice di Acer, l’azienda che si occupa di edilizia residenziale pubblica (le ex case popolari).

 

Per Ancisi, “è stato violato il principio elementare della pubblica amministrazione secondo cui non è corretto che un amministratore di ente pubblico diventi di lì a poco amministratore di società o aziende in cui l’ente stesso ha una partecipazione e su cui quindi esercita un controllo”.

 

Secondo Ancisi è stata “violata anche una legge, e precisamente il decreto legge n. 138 del 2011, cosiddetto Manovra bis, che, all’art. 4, comma 21, ripristinando una norma cancellata dal referendum sull’acqua (uno dei tanti effetti collaterali negativi), stabilisce che “non possono essere nominati amministratori di società partecipate da enti locali coloro che nei tre anni precedenti alla nomina hanno ricoperto la carica di amministratore…negli enti locali che detengono quote di partecipazione””

 

“La titolarità di Acer è conferita alla Provincia e ai Comuni – spiega Ancisi -. Alla Provincia compete una quota pari al 20 per cento del valore patrimoniale netto di Acer. Emanuela Giangrandi è stata  assessore della Provincia fino a sei mesi fa. Quale stratagemma sia stato attivato per coprire con un filo di vernice questa illegalità non ci è dato conoscere. Si può arzigogolare che Acer non è una “società partecipata dalla Provincia”, ma un “ente pubblico economico partecipato dalla Provincia”. E come spiegare che Andrea Maestri, consigliere comunale di Ravenna fino a ieri, non più candidatosi per andare a ricoprire la carica di presidente dell’ASP, di cui il Comune di Ravenna è il maggiore “azionista”, è stato fatto fuori perché “non aveva i tre anni” di distacco (che la neo-presidente Susanna Tassinari ha invece appena maturato)?”.

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