Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

"Ogni morto sul lavoro in porto rinnova la vergogna della strage Mecnavi"

Ravenna in comune: "Solo il mese scorso abbiamo ricordato, davanti allo scalone comunale, il trentesimo anniversario di quella enorme vergogna per Ravenna rappresentata dai morti di lavoro nel cantiere Mecnavi"

Giovedì al porto di Ravenna si è verificato un nuovo incidente lavorativo, quando un camionista bergamasco di 46nni ha perso la vita in un incidente mentre lavorava. "Solo pochi giorni fa abbiamo letto sui giornali - commenta Ravenna in Comune, della presentazione in regione di una interrogazione da parte del professor Piergiovanni Alleva de l’Altra Emilia-Romagna (che a Ravenna aderisce a Ravenna in Comune). Conteneva un lungo elenco di caduti, tra morti e feriti, sul fronte di quello che sembrerebbe più un campo di battaglia che un luogo di lavoro: il porto di Ravenna. Eppure solo il mese scorso abbiamo ricordato, davanti allo scalone comunale, il trentesimo anniversario di quella enorme vergogna per Ravenna rappresentata dai morti di lavoro nel cantiere Mecnavi. La richiesta rivolta al presidente della regione può essere girata senza mutare di una virgola al sindaco: appena scaduto il protocollo d’intesa per la pianificazione degli interventi sulla sicurezza del lavoro nel porto di Ravenna, rinnovato l’ultima volta con durata triennale il 19 marzo 2014, cosa si aspetta a rinnovarlo? Il Comune lo ha sottoscritto assieme alla prefettura, alla regione, a Confindustria, alle organizzazioni sindacali, all’autorità portuale, alla capitaneria di porto e a molti altri enti/amministrazioni".

"Chi si sta tirando indietro? - continua Ravenna in Comune - La fine di una vita stroncata da un carrello elevatore non ammette traccheggiamenti. Il protocollo andrebbe ampliato nei contenuti quanto a tipologie di lavoro, senza distinguere più tra lavoro portuale in senso stretto e lavoro comunque svolto in porto: anche i camionisti sono lavoratori, come i portuali, i picchettini, gli operai e i facchini del retroporto. Andrebbe posto sotto osservazione anche il lavoro sui piazzali, nei depositi, nei cantieri, senza distinguere tra chi è alle dipendenze dirette dell’impresa e chi invece di una cooperativa, autentica o spuria, oppure di se stesso, padrone solo dell’automezzo. Davanti alla inaccettabilità di una morte di lavoro le organizzazioni sindacali hanno ricordato “che ciò che si spende per la prevenzione, in qualsiasi attività lavorativa nel porto, è da considerarsi quale investimento fondamentale e indispensabile al fine di prevenire le tragiche conseguenze che siamo oggi a testimoniare” e hanno indetto uno sciopero per tutta la giornata di sabato prossimo per tutti i lavoratori portuali".

Ravenna in Comune "si schiera come sempre ha fatto dalla parte dei lavoratori e richiede che al cordoglio manifestato dalla politica facciano seguito fatti: se la prevenzione è un costo, il prezzo da pagare per risparmiare quel costo non può essere quello del perdurare della vergogna per le morti di lavoro nel porto della nostra città".

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