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"Palazzo Merlato non vuole ricordare i profughi ungheresi in fuga dall'invasione sovietica"

Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) polemico verso la bocciatura del suo question time per ricordare l'evento.

“A Palazzo Merlato non si vuole parlare dei profughi ungheresi”. A sostenerlo è il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi, che racconta così la vicenda. “Sabato scorso avevo presentato alla Presidente del consiglio comunale un’interrogazione “Question Time” (*). A norma di regolamento avrebbe dovuto essere discussa nella seduta consiliare di oggi, martedì 22 novembre. Ricorrendo il prossimo lunedì sessant’anni dall’arrivo, presso il centro di accoglienza istituito dalla Croce Rossa Italiana nella Colonia di Marina di Ravenna, di 308 profughi ungheresi che fuggivano dalla loro patria dopo l’invasione delle truppe sovietiche, chiedevo di ricordare l’evento con una targa celebrativa da collocare nei pressi della Colonia stessa (ora residence turistico).

Ma lunedì, imprevedibilmente, la presidente del consiglio comunale mi ha comunicato di avere “ritenuto inammissibile” il Question Time “non ravvisandosi nello stesso i requisiti richiesti dal primo comma dell'art. 45 bis del Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale”. Respingo questa motivazione. La norma invocata richiede che l’argomento sia “di interesse pubblico connotato da urgenza, nonché da particolare attualità politica o amministrativa di interesse locale”. La “particolare attualità politica o amministrativa di interesse locale” è dimostrata dalla vasta eco di stampa che in questi giorni ha ricordato l’avvenimento, anche per il fatto che il 12 novembre è avvenuta l’inaugurazione, a Marina di Ravenna, di una mostra dedicata alla grande solidarietà espressa in quella occasione dalla comunità ravennate; l’urgenza è parimenti fuori discussione. I gesti tramite cui si esprimono valori umani non commerciabili (di pietà, di solidarietà, ecc.) acquistano un  senso evocativo se connessi ad un evento simbolico: in questo caso, l’arrivo dei profughi ungheresi nella Colonia ex CRI nel giorno 28 novembre, che nel sessantesimo ricorre appena successivamente alla seduta consiliare in cui si sarebbe dovuto, nelle intenzioni, ricordare.

Ad esempio, ricorrendo domenica scorsa, 20 novembre, un anno dalla scomparsa dell’assessore Enrico Liverani, da tutti compianto senza distinzioni di parte, ha avuto un particolare senso evocativo la cerimonia celebrata nello stesso giorno presso il palazzo comunale; come pure, due giorni prima, l’inaugurazione a suo nome nel parco della Rocca Brancaleone di un'opera d'arte sostenuta a spese del Comune (a prescindere dal fatto che in precedenza era stata istituita una biblioteca parimenti denominata presso l’ospedale pubblico di Ravenna, come pure è stata intestata una sezione di partito in via Tommaso Gulli).  Non c’è stata forse stata urgenza? Il significato del gesto (dei gesti, anzi) sarebbe stato altrettanto pregno di significato simbolico in una data qualsiasi? Il mio invito è dunque rivolto a quanti hanno un ruolo di responsabilità nell’amministrazione comunale affinché, almeno quando non sono in gioco valori politici, bensì umani, non lo esercitino a senso unico”.

LA REPLICA - Replica la presidente del Consiglio comunale, Livia Molducci: "Mi preme precisare che il question time in questione non è stato ammesso alla discussione del Consiglio comunale odierno perché privo dei requisiti, in particolare dell’urgenza, previsti dal Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale. La richiesta formulata dal consigliere non era quella di ricordare l’evento di cui ricorreranno i 60 anni il prossimo 28 novembre, bensì quella di porre una targa celebrativa dell’accoglienza dei profughi ungheresi a Ravenna in un edificio di proprietà privata o lungo la strada comunale, invitando a incaricare dell’esecuzione pratica il Consiglio territoriale del Mare di prossima elezione. Dalla richiesta, cosi formulata, non si evince alcuna urgenza ritenendo pertanto che la stessa possa essere trattata secondo i tempi ordinari previsti per le interrogazioni (30 giorni dal deposito), in considerazione del fatto che, se l’apposizione deve essere svolta da un Consiglio territoriale di prossima elezione, si rappresenta che tale l’elezione è prevista per l’inizio del 2017. Si ribadisce quindi che la risposta a detta richiesta possa essere fornita entro i 30 giorni previsti dal Regolamento per le normali interrogazioni".

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