Paolo Guerra (Lega) interviene sulla Moschea e l’integrazione

" La Lega Nord Romagna, allora inascoltata, aveva avviato una raccolta delle firme per una consultazione popolare che potesse esprimersi sull’opportunità o meno di questo insediamento"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"La carriera politica del Sindaco Matteucci, quale rappresentante del centro sinistra ravennate  potrà essere ricordata per tanti motivi. Ma fra questi resterà a lungo impressa nella memoria dei ravennati la realizzazione “torto collo” della Moschea alle Bassette. La Lega Nord Romagna, allora inascoltata, aveva avviato una raccolta delle firme per una consultazione popolare che potesse esprimersi sull’opportunità o meno di questo insediamento, e quell’area cattolica riconducibile all’UDC aveva timidamente proposto un referendum circa l’idoneità del luogo ove realizzare l’insediamento.  

Per quanto letto negli ultimi giorni, comprese le dichiarazioni evasive e telegrafiche degli esponenti della comunità islamica ravennate, ritengo che il Sindaco e le forze politiche che lo sostengono non abbiano compreso sino in fondo quali implicazioni comporti una Moschea di queste dimensioni e in una città come la nostra.  Non entro nel merito della libertà di culto e del principio di reciprocità per esprimere meglio altre perplessità che scaturiscono da tali vicende e chiedo alle forze politiche di maggioranza se non potevano essere sufficienti, magari migliorandone spazi e condizioni, quei  centri culturali ove già oggi le persone di fede musulmana possono praticare il culto religioso? La realizzazione della Moschea, seconda in Italia per dimensioni, comporterà inevitabilmente un profondo mutamento del tessuto sociale ravennate.

Stando alle dichiarazioni della Life e delle donne musulmane, con l’inspiegabile silenzio delle associazioni femminili locali, gli attuali referenti della comunità musulmana che hanno contribuito alla realizzazione della Moschea non pare abbiano compreso alcuni principi cardine alla base dell’integrazione occidentale. Il rispetto della democrazia e del confronto dialettico e l’equiparazione dei diritti e della partecipazione fra le donne e gli uomini. Per quanto letto è ragionevole pensare che l’Amministrazione comunale abbia sbagliato gli interlocutori. O quanto meno non fosse a conoscenza della reale situazione della comunità musulmana a Ravenna. 

E ciò rende ancora più grave la situazione. Analoghe perplessità sui criteri di individuazione dei rappresentanti delle comunità straniere li ho ripetutamente denunciati nelle Commissioni e in Consiglio Comunale quando sono stati esposte le modalità con le quali le rappresentanze degli stranieri presenti in città (oltre 40 associazioni) individuano i propri esponenti che presenzieranno nei Consigli Territoriali e nel Consiglio Comunale. Saranno interlocutori altrettanto affidabili? Se il buongiorno si vede dal mattino"

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