Parcheggio Giustiniano, Ancisi: "Un ruolo alla San Vitale per mantenere l'occupazione dei disabili"

Lista per Ravenna  ritiene che prima di sgomberare il parcheggio Giustiniano in vista del progetto di riqualificazione, sia indispensabile un accordo tra Comune, Azimut e cooperativa San Vitale

Lista per Ravenna  ritiene che prima di sgomberare il parcheggio Giustiniano in vista del progetto di riqualificazione, sia indispensabile un accordo tra Comune, Azimut e cooperativa San Vitale. “L’accordo dovrà estendersi anche alla sorte dei parcheggi della stazione ferroviaria e di via Bezzi, essendo entrambi nella medesima condizione di stallo del parcheggio Giustiniano; si potrà dunque riservare un ruolo alla San Vitale entro Azimut, gestore di tutti gli altri parcheggi comunali, cosicché, nel complesso di questi servizi, siano mantenuti i posti di lavoro finora occupati da soggetti disabili, altrimenti molto difficilmente collocabili”, è la posizione di Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna. Questo anche per “non solo automatizzare, ma anche umanizzare il settore comunale della sosta a pagamento, finanziato dagli automobilisti ravennati con 2,1 milioni l’anno: entro i 950 mila euro detratti da questa somma per pagare il servizio reso da Azimut (dati del consuntivo 2019), un po’ di spazio potrà essere occupato da chi, pur con delle disabilità, ha dimostrato di saper fare questo lavoro con un sorriso in più”.
 
Nel pasticcio della gestione del parcheggio Giustiniano Ancisi addebita le responsabilità al Comune: “Il 4 maggio, giorno di riapertura del parcheggio Giustiniano dopo il blocco anti-virus, la cooperativa San Vitale, che lo gestiva da oltre trent’anni, era stata diffidata dal Comune, con una telefonata, a sgombrarlo entro 10 giorni, lasciando a casa senza prospettive i 10 ragazzi disabili che vi lavoravano, benvoluti da tutti gli automobilisti utenti. Di qui la mia interrogazione al sindaco del 10 maggio, che gli chiedeva di fermare lo sgombero del parcheggio, di discuterne il progetto di riqualificazione con la San Vitale per cercare una soluzione condivisa e comunque di non lasciare senza lavoro i ragazzi. Una prima risposta è nei fatti. Il 14 maggio lo sfratto non c’è stato, e non ci sarà fino a quando il sindaco non manterrà la promessa fatta ora di garantire gli inserimenti lavorativi dei ragazzi stessi”.

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“Le colpe dell’amministrazione comunale non sono da codice penale, ma politico e comportamentali. Avendo l’area in concessione dalla Soprintendenza di Ravenna, l’ha affidata in gestione alla San Vitale fino al 2015. Ha poi mantenuto scorrettamente la situazione in stallo per cinque anni, anche se la cooperativa ha rispettato i propri obblighi, compreso il pagamento dei canoni. Causa una modifica di legge intervenuta il 23 dicembre 2014, non sarebbe però stato possibile rinnovare la convenzione con la San Vitale senza indire una gara pubblica a livello almeno nazionale, che ne avrebbe messo a rischio il proseguimento dell’attività, compreso il lavoro dei ragazzi disabili. Il problema non si sarebbe posto se il Comune, alla scadenza originaria del contratto 2007-2013, lo avesse rinnovato tempestivamente per altri sei anni, stessa durata dei precedenti contratti, avendo invece proceduto per due anni con proroga, come se stesse guadagnando tempo per andare in direzione diversa, cioè verso l’affidamento ad Azimut spa, gestore di tutti i suoi altri parcheggi. Di qui il pasticciaccio dei successivi cinque anni, gestiti fino ad oggi dalla San Vitale, suo malgrado,  “senza titolo di legge” (ma non illegittimamente, gli atti del Comune non essendo stati impugnati)”.

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