Parco Baronio, Dima (LpRa): "Bene la nuova pista, ora serve programma dei prossimi lavori"

Per il consigliere territoriale occorre sistemare l'ingresso da via Meucci e aggiungere aree gioco e sportive per rendere più fruibile il parco

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

L’apertura ufficiale della nuova pista ciclopedonale che collega quella interna del Parco Baronio con via Fiume Abbandonato è sicuramente un importante scatto in avanti verso la piena fruibilità di questo grande polmone verde, ad uso di molteplici attività sociali, ginnico-sportive e ricreative. Raccogliendo la voce di molti assidui frequentatori del parco - pur sempre apprezzando quanto, passo per passo, è stato finora realizzato - vorremmo tuttavia mettere a fuoco alcuni ulteriori obiettivi da perseguire per perfezionare l’opera.

Sul piano dei collegamenti con la città circostante, andrebbe completata la rete ciclopedonale realizzando una seconda pista bidirezionale di calcestruzzo sul percorso ora sterrato che congiunge il parco con l’altro ingresso di via Meucci, sul versante di viale Randi. Entrambi gli accessi al Parco Baronio, tramite cui si raggiungono da via Fiume Abbandonato anche l’ingresso retrostante del CMC e il Centro riabilitativo Bosco Baronio, nonché gli orti per pensionati, e da via Meucci il Centro Sociale Autogestito San Rocco, si presentano però, sterrati come sono, molto mal ridotti e accidentati, a rischio di cadute soprattutto per gli anziani, comunque biglietti da visita disdicevoli. Andrebbero per lo meno ripianati e messi in sicurezza. Sempre a questo fine, una recinzione di legno intorno al laghetto rassicurerebbe i genitori e i nonni che accompagnano i loro bambini dal rischio che vi finiscano dentro.

Sul piano strutturale, è attesa una piccola zona bar con chiosco o gazebo, collocabile in una delle piazzole esistenti o in una nuova, dove trascorrere il tempo libero ristorandosi, leggendo o colloquiando. Non meno richiesta è una struttura callistenica, con il supporto di sbarre, parallele ed anelli, ad uso sportivo o per fitness, dotata di illuminazione per poterne beneficiare anche oltre il calar del sole. Illuminazione necessaria, a tale scopo, anche nell’area attrezzi sportivi esistente e nelle stesse piazzole/piattaforme di sosta, così che ci sia più luce anche nello stesso parco. Questi spazi meriterebbero di essere attrezzati con tavoli, panchine e cestini portarifiuti (ce ne sono appena quattro in tutto il parco).

Regali graditi per i bambini sarebbero due aree gioco differenziate rispettivamente per quelli in età di nido (fino a tre anni) o scolastica; per adolescenti, ragazzi o adulti, un percorso vita da almeno 8 stazioni, che consenta a tutti di fare attività ginnica differenziando l’intensità delle prove. Una o due fontanelle di acqua potabile possono sembrare un dettaglio, ma, non essendocene alcuna, è forse l’intervento più invocato, sentito particolarmente dai numerosi utenti che compiono attività di movimento più o meno intense. Il potenziamento dell’illuminazione con alcune telecamere collegate alle rete di sicurezza della Polizia locale renderebbero il luogo più sicuro e meno appetibile a chi vorrebbe utilizzare le aree pubbliche per altri scopi, in quanto nascosto alla vista delle pattuglie stradali.

Certo non si pretende tutto e subito, ma un cronoprogramma che stabilisca una sequenza temporale con cui dare corso ad azioni come quelle di cui sopra servirebbe per rendere il Parco Baronio a misura piena di attrazione, frequentazione e utilizzo da parte di una vasta schiera di concittadini e di visitatori. In tal senso verrà fatta un’interrogazione al sindaco.

Eugenio Dima - consigliere territoriale di Ravenna Sud

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