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Martedì, 18 Gennaio 2022
Politica

Parco nell'ex caserma, Ravenna in Comune: "Solo una promessa elettorale"

Nel mirino la "raffica di imprevisti" che hanno lasciato l'opera ferma al palo nonostante le rassicurazioni che l'avrebbero voluta vista terminata entro l'estate 2021

Parla di una "promessa elettorale" Ravenna in Comune nel puntare il dito contro il sindaco De Pascale e la sua rassicurazione di fare dell’ex caserma un parco entro l’estate 2021. "Lo scorso 16 settembre - spiegano in una nota stampa - postavamo un’immagine eloquente dello stato dei lavori che, impietosamente, rivelava la loro lontananza dalla conclusione. Oggi è costretta ad ammetterlo anche l’assessore Del Conte: «Il cantiere è attualmente chiuso». Ci sono stati degli imprevisti, ha raccontato. Come per il palazzetto, gli uffici comunali e più o meno come accade per tutti gli annunci del Sindaco". Nel riportare le parole dell'assessore, Ravenna in Comune cita "l’attività riprenderà per la caratterizzazione dell’area, come richiesto da Arpae per valutare eventuali inquinanti e procedere con la rimozione" con la colpa che sarebbe da attribuire ad alcune cisterne e contenitori dell’olio che "Non erano previste e nemmeno visibili".

"Prima la colpa era stata data all’amianto - prosegue Ravenna in Comune - che sempre citando la Del Conte spiega che 'La bonifica dell’area dall’amianto è stata completata e questo può rassicurare i cittadini'. Presto toccherà a 'un'analisi del rischio, anch'essa sottoposta all'autorizzazione di Arpae'. E poi stanno andando avanti le indagini archeologiche: 'Le attività finora svolte riguardano la revisione degli studi finora noti sulla zona e delle fonti edite, e poi la realizzazione di indagini geofisiche su zone a campione, l'esecuzione di carotaggi'. All’appello degli “imprevisti” sembra mancare solo l’invasione delle cavallette. A ben guardare, però, a differenza che per le cavallette di John Belushi, tutti gli “imprevisti” non si sarebbero detti così imprevedibili. E allora perché all’inizio dell’anno de Pascale era certo di poter promettere: 'Siamo un anno in anticipo rispetto ai tempi dettati dal bando regionale però vogliamo mettere il parco a disposizione dei cittadini entro l’estate'? Tutto considerato, l’unica certezza era che ci sarebbero state le elezioni comunali. Forse che la ragione dell’avventata promessa più che con la programmazione dei lavori avesse a che fare con la programmazione del voto?".

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