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Un patto per nutrire gli animali del parco Teodorico: se ne occuperanno i volontari di Oipa

Il consigliere Ancisi (LpRa) aveva caldeggiato la soluzione, poi accolta dal Comune di Ravenna: "Solo i volontari autorizzati dovranno poter dare da mangiare agli animali"

Un patto di collaborazione per la corretta tutela degli animali. Da tempo il laghetto e gli altri specchi d’acqua del Parco Teodorico di Ravenna, molto frequentato da giovani e famiglie, "sono popolati da diverse specie animali, soprattutto selvatiche, attualmente composte da una cinquantina di germani, alcune anatre abbandonate da ignoti, due oche e diverse gallinelle d’acqua, su cui è sempre valsa la proibizione, anche se largamente inosservata, di offrire loro del cibo". Lo spiega Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, mettendo il luce il problema.

"Anche il bar del parco vendeva sacchettini di mais per nutrirli - continua il consigliere - Nel novembre scorso il Comune ha inteso inasprire il divieto, esponendo recentemente anche vistosi cartelli. Questi animali sono però talmente abituati a ricevere il cibo da non essere in grado di procurarselo da soli. Alcuni, essendo domestici, ad esempio le oche e le anatre bianche, che non volano, alcune zoppe, vecchie e una addirittura cieca, non hanno la possibilità di trovare in natura il necessario nutrimento. Nel giro di un mese sono stata rinvenute tre carcasse di anatre di cui non è stata accertata la causa di morte, una asportata, le altre lasciate a decomporsi in acqua".

Da qui è partita l’interrogazione di Ancisi che caldeggiava "l’accoglimento di un patto di collaborazione presentata al Comune nel gennaio scorso dall’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), a cui non era ancora stata data risposta". Un patto per "autorizzare volontari dell’OIPA, riconoscibili tramite badge e pettorina dell’associazione, a somministrare il cibo ai volatili presenti nel parco in vaschette non raggiungibili dai piccioni - precisa il consigliere - OIPA provvederebbe all’acquisto dei mangimi più appropriati, impegnandosi anche a tenere pulite le zone dove si deciderà di mettere a disposizione il cibo. Il Comune si occuperebbe solo del pagamento delle granaglie (non più di cinquanta euro al mese) e di fornire un luogo asciutto e chiuso dove stivare i mangimi. Se ne gioverebbero gli animali; accuditi a dovere, ma anche i frequentatori del parco, ammirandone il buono stato di salute in luoghi puliti".

Martedì l’assessora ai diritti degli animali Federica Moschini ha risposto positivamente all’interrogazione: “Abbiamo accolto con favore la proposta del patto di collaborazione che OIPA ci ha sottoposto, andando ad integrare la convenzione che abbiamo con loro rispetto a cani e gatti anche con la cura del Parco Teodorico. Lo scopo di questo progetto sperimentale è quello di disincentivare l’alimentazione incontrollata da parte dei fruitori del parco, contenere al minimo il numero degli animali presenti, disincentivare l'abbandono degli animali, contrastare la presenza di colombe, nutrie e altri animali sottoposti a piani di controllo. Per tale attività, gli uffici comunali stanno collaborando con l’AUSL per ottenere l’autorizzazione - ha detto Moschini - Rimarranno importanti i cartelli sul divieto di alimentazione degli animali, perché, a seguito di recenti controlli effettuati, anche per il decesso di alcuni di loro, è stato riscontrato, ad esempio, che si nutrivano di alimenti che non erano idonei e compatibili con l’alimentazione delle rispettive specie. Quindi le persone che avranno quest’onere dovranno essere autorizzate e riconoscibili. Solo loro dovranno poter dare da mangiare agli animali. Lavoriamo con l’AUSL per identificare un luogo dove custodire le granaglie, al sicuro anche da possibili predatori, come appunto topi o nutrie. Direi che a breve sottoscriveremo questo accordo aggiuntivo con l'associazione che si è resa disponibile”.

Divieto al pubblico di offrire cibo agli animali del Parco -

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