Piano del verde regionale, Ancisi: "Piantare alberi non rimedia il danno"

Così il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, dopo il via della Regione Emilia Romagna alla più grande operazione green

"Non esagerare nei trionfalismi". Così il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, dopo il via della Regione Emilia Romagna alla più grande operazione green. Un piano senza precedenti, sul quale la Regione Emilia-Romagna investe 14,2 milioni di euro, che da subito ed entro fine anno consentirà agli emiliano-romagnoli di mettere a dimora le prime 500mila piante: in giardini, parchi, lungo i corsi d’acqua e negli spazi che vorranno, creando una nuova superficie verde di 500 ettari. 

L’Emilia-Romagna come un grande corridoio verde per migliorare la qualità dell’acqua e dell’aria - attraverso l’assorbimento dei carichi inquinanti e l’abbattimento di polveri e rumori -, per contenere l’effetto serra mediante l’assorbimento di anidride carbonica, per garantire il riequilibrio idrogeologico del territorio e per migliorare la biodiversità attraverso un’azione di tutela della fauna selvatica. Infine, i nuovi boschi avranno anche un ruolo significativo per la socialità come luoghi in cui praticare sport o passare il tempo libero all’aria aperta.  

Una possibilità alla portata di tutti: dal 1^ ottobre, ed entro il 31 dicembre, i cittadini residenti in Emilia-Romagna potranno infatti andare nei 21 vivai accreditati dalla Regione – selezionati dopo aver partecipato a un bando nei mesi scorsi - a ritirare gratis il proprio albero da piantare, mentre alle imprese basterà fare un accordo con il proprio Comune per ricevere le piante. Potranno inoltre partecipare enti locali, scuole, associazioni.

Ancisi definisce "ottimo" il piano della Regione Emilia-Romagna, e aggiunge: "Benché il progetto sia da definire compiutamente e da realizzare con piani locali da predisporre, è senz’altro encomiabile l’obiettivo di creare 10 mila ettari verdi in più, riducendo di 45 mila tonnellate l’anno l’anidride carbonica in atmosfera".

"La valanga di celebrazioni diffusa all’informazione pubblica con la posa del primo albero a Bobbio consiglia però di non esagerare nei trionfalismi, limitando al massimo la sceneggiata delle autorità impegnate a zappare qualche zolla per ogni nuovo impianto di albero - attacca -. Che questa regione non sia tutta verde, è dimostrato, come ultimo esempio, dalla cementificazione del proprio suolo nel 2019. Secondo l’ultimo rapporto Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), pubblicato il 21 settembre scorso, l’Emilia-Romagna, dove si è fatto del “consumo zero” un cavallo di battaglia elettorale, ha invece consumato in un solo anno quasi 200 mila ettari, vale a dire 2 miliardi di metri quadrati, di terreno vergine, pari all’8,9% del dato nazionale".

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"Uno sviluppo enorme se si pensa che l’anno precedente questa percentuale era stata del 7,1%, cioè un quarto in meno. Siamo al quinto posto tra le regioni d’Italia per cementificazione, ma l’applicazione della nuova legge regionale del 2017, volta a ridurre drasticamente questo trend, è stata nuovamente rinviata di un altro anno - conclude -. Di qui, come sappiamo bene, il primo posto in graduatoria di Ravenna, tra i 328 comuni emiliano-romagnoli, con quasi 7 mila ettari di terreno consumati, 70 milioni di metri quadrati, nel solo scorso anno".

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