Piazza Kennedy e l’ “ultimo imperatore di Ravenna”

Stiamo parlando di architettura o di un patchwork?

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Questa Amministrazione non ha l'autorità politica a 50 giorni dalle elezioni, tanto più l'autorevolezza culturale necessaria, per cestinare una parte dello scavo archeologico di Piazza Kennedy e cementarlo con l'urgenza di un piazzale della logistica. Siamo in ambito urbano, a 200 metri da via Camillo Morigia, dove i dati insediativi ci riportano al V secolo a.C., con fabbriche lignee su palafitte prospicienti un canale, per non parlare delle mura sotto la Banca Popolare in Piazza dell' Arcivescovado, databili al III secolo a.C.

Siamo a profondità che oscillano dai 9 ai 6,5 metri e se tracciate una congiungente fra i due ritrovamenti, vi trovate esattamente, al centimetro, sotto gli scavi di Piazza Kennedy, che i nuovi barbari vogliono richiudere. Non "voler" trovare un prete nella neve, con tutto il rispetto si dice a Ravenna. Beh, scavare a meno di quattro metri per essere sicuri di trovare "solo" i resti del V secolo d.C., ve lo avremmo detto noi! Così come è chiaro che a fianco di una Basilica si trovano giardini, pavimentazioni esterne, landscape, di cui i Romani andavano più fieri di una fabbrica. E allora lo vogliamo chiamare "buco"? Io lo chiamerei tassello di un cocomero, come fa il cocomeraio e come l'ha chiamato un turista , "Dubel", che nel mio stentato tedesco ho tradotto così.

Bravi, ci facciamo compatire ovunque! Per non parlare della cementificazione della piazza. Un progetto che riesce a non piacere a nessuno, un vero record. Poi, è nato in assenza di ritrovamenti archeologici e non può essere il nuovo progetto di sistemazione della piazza. È forse la toppa che va bene in qualunque buco, ma dove siamo? Stiamo parlando di architettura o di un patchwork? Assistiamo stupiti, dopo quanto detto, alla decisione dell'assessore ai Lavori Pubblici, autoproclamatosi ultimo "Imperatore", al pari di Vespasiano, di voler cementificare la piazza al più presto, addirittura entro la data elettorale "sospetta" di giugno, dotandola di ampie latrine. Come sapete Vespasiano era autore della tassa "vectigal urinae", imposta ai "fullones" che utilizzavano l'ammoniaca contenuta nelle urine, raccolta nelle latrine, per lavorare la lana. Vuoi vedere che anche l'"ultimo Imperatore" sta pensando a nuove tasse? D'altra parte "pecunia non olet", come direbbe Vespasiano!

Pasquale Minichini, Lista per Ravenna

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