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"Piazza Kennedy, soap opera infinita dello scavo"

Il Movimento civico CambieRà ha depositato un question time per far luce sulle lungaggini, mentre il consigliere Spadoni chiede al Comune di autopenalizzarsi.

I disagi legati ai lavori in piazza Kennedy erano davvero imprevedibili? E davvero si è fatto tutto il necessario per valutare, prima di dare il via alle opere, i beni archeologici che il sottosuolo nascondeva?
Samantha Tardi,  consigliere comunale di CambieRà, ha depositato a nome di tutto il Movimento, un question time per conoscere definitivamente i metodi adottati dall’amministrazione comunale, in collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Culturali ed Archeologici, per la gestione degli scavi di Piazza Kennedy.

Queste le domande che CambieRà rivolge all'Amministrazione:
a che punto è la stesura della “Carta delle Potenzialità Archeologiche” della città;
se si è preventivamente effettuato un  sopralluogo  tecnico su tutta l’area di piazza Kennedy utilizzando strumenti come il georadar;
quali sono stati i risultati tecnici preventivi ottenuti.

"Questa soap opera infinita dello scavo, non scavo, approfondisco e richiudo, durata mesi e mesi ormai, senza nessun tipo di risultato concreto e utile alla comunità, né dal punto di vista culturale né da quello turistico, ma con impatti assolutamente negativi e nefasti nelle attività commerciali circostanti, nasce, a nostro avviso, da una disorganizzazione generale nella progettazione dei lavori. Nel 2016, con le tecnologie avanzate esistenti, pare totalmente insensato    progettare scavi “alla cieca” senza premunirsi preventivamente di strumentazioni specifiche e tecniche, come ad esempio il georadar, consentendo uno studio dell’area in maniera piuttosto specifica, senza la necessità di scavare; strumento, questo, oggi noleggiabile a cifre più che abbordabili, snellendo di parecchio le tempistiche per quanto riguarda i lavori di riqualificazione urbana, ottenendo rilievi precisi su quanto il sottosuolo nasconda senza rimuovere un centimetro di pavimentazione".

Su piazza Kennedy è intervenuto anche il consigliere provinciale Gianfranco Spadoni, ribadendo il danno causato alle attività economiche. "Quanto sta accadendo in quella piazza  lede sostanzialmente il diritto al lavoro, con  conseguenti danni alle imprese insediate.  Un danno  economico profondamente ingiusto con lesione di legittimi interessi economici che i non pochi soggetti danneggiati, a cominciare da quelli situati nella piazza,  in via Rasponi e nelle  zone adiacenti,  stanno subendo da parecchio tempo.  
La situazione è davvero molto pesante e dovrebbe indurre l’amministrazione comunale ad applicare coscienziosamente a se stessa una sorta di penale,  da utilizzare a titolo di risarcimento nei confronti di chi palesemente ha subito un danno protratto nel tempo".
 

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