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Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

Piscina chiusa per il caro bollette, Fico (LpRa): "Ad aprile dovrà assolutamente riaprire"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Ci associamo all’amarezza degli utenti dell’unica piscina di Ravenna per la sua chiusura, che fa venir meno un servizio pubblico primario, con grande valenza sociale ed educativa prima che economica. Impedire, seppur per causa di forza maggiore, la possibilità di fare attività sportiva e salutare col nuoto è una grave sconfitta per tutta la cittadinanza. In due anni di pandemia questo servizio è stato costretto a chiudere per 11 mesi e a limitarne l’accesso al 40% della capienza. Quando si stava profilando una maggiore possibilità di lavorare con la scadenza dello stato di emergenza a fine marzo, ci si è trovati di fronte ad un aumento dei costi energetici insostenibile.

Non siamo però convinti che tutto ciò sia imputabile solamente alla guerra in corso in Ucraina. Già nel luglio 2021, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) aveva  lanciato l’allarme sull’andamento in forte crescita dei costi energetici, ma da allora il governo del Paese, pur impegnato in una lotta senza quartiere contro il Covid per garantire all’Italia un’estate in sicurezza, anche con qualche sacrificio di troppo per l’economia e per il lavoro, non ha saputo esprimere alcuna capacità di programmazione volta a prevenire e a contenere l’avvenuta esplosione dei costi energetici prima e dei carburanti poi. E non è ancora finita. Secondo una previsione di Nomisma Energia, tra le società di consulenza più qualificate in questo settore, le famiglie e le imprese italiane dovranno sopportare un ulteriore aumento dei costi dell'energia elettrica di oltre il 20% e del 2,5% per il gas proprio dal mese di aprile. Da luglio 2022 verrà rivisto ancora una volta il prezzo del gas, con previsioni ovviamente grigie.

Ad aprile però, la piscina di Ravenna dovrà assolutamente essere riaperta. Il caldo primaverile ridurrà i consumi di energia per riscaldarne l’acqua e i locali. La situazione in Ucrania dovrebbe nel frattempo ricevere qualche sollievo, quanto meno con la fine delle stragi e dei lutti, aprendo spiragli di pace a beneficio anche della ripresa economica. Il governo batte finalmente un colpo con l’imminente decreto taglia-prezzi, che comprende, tra l’altro, un taglio fiscale ai prezzi dei carburanti e un prelievo sugli extraprofitti delle aziende energetiche. Il resto dovrà pur mettercelo, anche col contributo della Regione, il Comune di Ravenna, affinché i conti della piscina possano tornare sostenibili senza gravare oltre misura sulle tariffe degli utenti. Lo stato del servizio natatorio nella nostra città, a prescindere dalla crisi energetica, sconta insufficienze, malagestioni ed errori tragici tali, che chiudere ora gli occhi davanti alla chiusura dei cancelli non può trovare giustificazione. Riaprendo ad aprile, potranno peraltro terminare il loro corso di formazione, ora sospeso, i candidati ad ottenere il brevetto di salvataggio, con cui entrare in servizio sulle nostre spiagge già dalla prossima stagione balneare.

Massimo Fico, Lista per Ravenna

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