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Pochi consiglieri romagnoli in Regione, Ancarani (FI): "Cambiamo la legge elettorale"

Anche il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Alberto Ancarani chiede, tramite un ordine del giorno, una revisione della legge elettorale regionale

Anche il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Alberto Ancarani chiede, tramite un ordine del giorno, una revisione della legge elettorale regionale. Le tre province romagnole, infatti, dopo le ultime elezioni regionali saranno presenti con solo 9 consiglieri regionali su 50 nel consiglio regionale, mentre sono ben 41 quelli ad appannaggio dell'Emilia. In concreto la provincia di Piacenza potrà contare su un rappresentante in Regione ogni 71 mila abitanti, Bologna uno ogni 72 mila, Reggio Emilia uno ogni 78 mila abitanti, la Romagna, invece, uno ogni 124 mila.

"La legge regionale del 23 luglio 2014, n. 21 intitolata “Norme per l'elezione dell'assemblea legislativa e del presidente della giunta regionale" all’art.3 comma 1 recita così: "Quaranta dei consiglieri assegnati all'Assemblea legislativa sono eletti con criterio proporzionale sulla base di liste circoscrizionali concorrenti ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 12, comma 3, e articolo 13, comma 1, mediante riparto nelle singole circoscrizioni e recupero dei voti residui nel collegio unico regionale. Nove dei consiglieri assegnati alla Regione sono eletti con sistema maggioritario nell'ambito dei candidati concorrenti nelle liste circoscrizionali in base ai voti conseguiti dalle coalizioni di liste o gruppi di liste collegati ai candidati alla carica di Presidente della Giunta regionale ai sensi dell'articolo 13, comma 2, lettere da b) a f). Un seggio è riservato al candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato eletto Presidente ai sensi dell'articolo 13" - spiega Ancarani - All’art. 3 comma 2 della suddetta legge regionale 21/2014 si recita così: “Le circoscrizioni elettorali coincidono con i territori delle province emiliano-romagnole di cui all'articolo 1, comma 2, dello Statuto regionale. La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni è effettuata dividendo il numero degli abitanti della regione per i quaranta seggi di cui al primo comma del presente articolo e assegnando i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti. La popolazione è determinata in base ai risultati dell'ultimo censimento generale della stessa, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell'Istituto nazionale di statistica”".

"Alla circoscrizione elettorale di Ravenna sarebbero spettati 4 seggi nell’Assemblea Regionale, ma in virtù del meccanismo della legge regionale del 23 luglio 2014 n. 21, che disciplina la legge elettorale ad oggi in vigore, sono infine stati assegnati alla suddetta circoscrizione 3 seggi per il meccanismo della ripartizione e dei resti, creando così di fatto una sottorappresentanza del territorio provinciale di Ravenna e della Romagna tutta nella futura Assembla Regionale, con soli 9 consiglieri eletti nelle circoscrizioni romagnole a fronte dei 41 eletti nelle circoscrizioni emiliane - continua il consigliere - Rilevato il biasimo comunemente espresso dalle parte politiche all’indomani dell’esito delle votazioni per la situazione di sottorappresentanza venutasi a creare nella futura Assemblea legislativa regionale, con espressa volontà di modificare il meccanismo di assegnazione dei seggi per i consiglieri regionali al fine di garantire una più equa rappresentanza dei territori e dei cittadini". 

Ancarani chiede quindi a sindaco e giunta di "promuovere presso l’Assemblea legislativa regionale le azioni opportune per sollecitare il Presidente della Giunta regionale, i consiglieri dell’Assemblea regionale, in particolare quelli eletti nelle circoscrizioni romagnole, a una revisione del meccanismo della legge elettorale regionale, così da garantire una più equa rappresentanza dei territori e di tutti i cittadini emiliano-romagnoli".

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