Lunedì, 17 Maggio 2021
Politica

Porto: "Chiediamo la convocazione di un consiglio straordinario. I cittadini hanno diritto alla trasparenza"

La lista civica La Pigna interviene sul caso Autorità Portuale, riportando in auge anche il tema del "progettone"

Dopo la conferenza stampa di Lista per Ravenna, anche la lista civica La Pigna chiede la convocazione di un consiglio comunale straordinario sul porto e l’Autorità Portuale. “Il Commissario dell'Autorità Portuale, Giuseppe Meli, renda conto ai cittadini Ravennati della sua gestione dal momento dell’insediamento ad oggi. E si intervenga, una volta per tutte, sul  conflitto d’interessi presente in Sapir e la questione dello svuotamento delle casse di colmata. Chiediamo a Meli, nella stessa occasione, di illustrare il progetto  di escavo dei fondali che ha elaborato durante il suo commissariamento dato che  nulla fino ad oggi  è stato depositato  in Comune. Progetto della cui esistenza è necessario che dia prova immediata alla comunità ravennate e al Comune di Ravenna , come  con tempestività era solito fare il suo predecessore Di Marco”.

A parlare è Veronica Verlicchi, in una nota in cui fa il punto sulle precedenti azioni avviate dalla lista civica in materia di portualità. “A maggio 2016 la nostra lista civica presentava alla Procura di Ravenna, un esposto a carico dell'allora Sindaco Fabrizio Matteucci, per indurlo ad emanare un’ordinanza urgente nei confronti di Sapir e Cmc per lo sgombero immediato dei rifiuti presenti nelle casse di colmata, così come previsto dalla legge. Parliamo di circa 3.000.000 tonnellate conservati nelle casse di colmata e le cui autorizzazioni sono scadute da oltre 4 anni.  Ci vediamo, quindi, costretti, oggi, a rivolgerci al Sindaco De Pascale con la speranza che intervenga tempestivamente laddove il suo predecessore ha mancato.

Ora che le casse di colmata sono state dissequestrate dalla Magistratura ravennate, non vi è alcuna scusante per non emettere l'ordinanza, la quale dovrà necessariamente tenere conto anche della bonifica dei terreni che hanno ospitato detti rifiuti per decenni. Basti solo pensare, che se la Provincia, allora presieduta dal suocero del Sindaco De Pascale,  Claudio Casadio, avesse fatto il suo mestiere, avrebbe potuto escutere le fideiussioni, obbligando Sapir Spa e CMC - titolari delle autorizzazioni -ad eseguire lo svuotamento e le dovute bonifiche. 

L'Autorità portuale avrebbe, quindi, potuto procedere al necessario dragaggio del porto. Tutto ciò è assolutamente urgente per scongiurare ulteriori danni ambientali e sbloccare il progetto di dragaggio del nostro porto. Nel caso in cui, il Sindaco De Pascale non intendesse firmare l'ordinanza di svuotamento,  ci vedremmo costretti a denunciare lo stesso Sindaco alla Procura della Repubblica di Ravenna per omissione di atti di ufficio.

Contestualmente, ci vedremmo costretti a sollecitare l'intervento del  Prefetto e del Procuratore della Repubblica di Ravenna. Non vorremo mai che una mancata emissione dell’ordinanza fosse, in qualche modo, legata al conflitto d’interesse che vede il Comune e la Provincia di Ravenna, entrambe presiedute dallo stesso De Pascale, azionisti di Sapir Spa con quasi 1/3 delle azioni, attraverso Ravenna Holding. Questo significherebbe che il Comune e la Provincia non ottemperano alla legge perché il provvedimento colpisce direttamente una società da loro stessi partecipata”.

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