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Porto, il Pd non sfiducia Rossi. Fusignani: "Sbagliato calendarizzare una mozione di sfiducia con l’esame del Gip ancora in corso"

Al centro della richiesta di "licenziamento" da parte del gruppo della Pigna in una mozione discussa martedì in Aula

Nella foto Daniele Rossi

Nessuna sfiducia da parte della maggioranza in Consiglio comunale a Ravenna sul presidente dell'Autorita' portuale Daniele Rossi. Al centro della richiesta di "licenziamento" da parte del gruppo della Pigna in una mozione discussa martedì in Aula. Come precisa il consigliere del Partito democratico Marco Frati e segretario comunale del partito, Rossi "ha impiegato tutte le risorse disponibili per raggiungere l'obiettivo". E il "ritardo di sei mesi" accumulato, aggiunge, sta nella "scelta piu' prudente" di richiedere il maggior numero possibile di autorizzazioni per evitare sorprese a lavori in corso: blocchi da parte della Magistratura o ricorsi di qualche ente. Insomma, "fino a inizio anno sono stati rispettati tempi e sono stati ottenuti gli obiettivi predefiniti - ribadisce - l'iter ha seguito il suo percorso e ora siamo in procinto dell'ultimo metro".

La maggiore prudenza ha prodotto "un rallentamento di sei mesi, che se i lavori non verranno bloccati non sono sprecati". Rossi, conclude, e' al terzo anno di presidenza su quattro e "non si puo' non riconoscere il lavoro svolto. A fine percorso il tempo sara' minore". Veronica Verlicchi della Pigna attacca a testa bassa, stigmatizzando l'assenza in Aula di sindaco e vicesindaco con delega al Porto e provando a smontare "l'arringa" dem. Rossi, argomenta, va rimosso, ma non per l'indagine che lo vede coinvolto per il relitto della Berkan B. E per la quale e' stato sospeso qualche giorno fa dalla Procura e poi reintegrato. Anche se la magistratura ha rinnovato la richiesta di sospensione. 

Va sostituito, spiega la civica, per "i ritardi comprovati che si sono accumulati" sul progetto Hub, sulla bonifica della piallassa Piomboni, sui dragaggi del terminal crociere, con le navi passate da una quarantina a una decina. E per la "non curanza su problematiche importanti", come quella dei rifiuti nel porto turistico di Marinara. Emanuele Panizza del Gruppo misto ricorda di avere chiesto le dimissioni un anno fa per i dragaggi e per il bando di assunzione del direttore. Mentre Massimo Manzoli di Ravenna in Comune condivide "l'impianto accusatorio sulla tematica, ma non che si possa fare passare la colpa solo a Rossi per le condizioni del porto". Vanno infatti coinvolte le amministrazioni comunali che si sono succedute. Rosanna Biondi della Lega annuncia l'astensione spiegando che "questa non e' l'aula di un tribunale, c'e' la sindrome del commissario Basettoni". Non capisce invece "dove stanno le responsabilita' della giunta" Daniele Perini di Ama Ravenna. La mozione viene respinta con 18 voti contrari, cinque favorevoli e due astensioni.

Sulla questione interviene il vicesindaco, Eugenio Fusignani: "Aver calendarizzato una mozione di sfiducia con l’esame del Gip ancora in corso ritengo sia stato un errore. Per questo ho ritenuto consapevolmente di non partecipare ad un dibattito che vede una indagine della Procura aperta e un interrogatorio di garanzia i cui esiti non sono ancora noti. Se il Consiglio comunale, nella sua sovranità istituzionale e politica, ritiene di discutere di argomenti non ancora sufficientemente acclarati dall’iter giudiziario, ponendo in discussione un mandato che rappresenta tutti i cittadini di Ravenna e non solo parte di essi, dal canto suo  l'amministrazione, che invece rappresenta tutti i cittadini di Ravenna, non può e non deve permettersi queste deroghe. Per questo, con senso di responsabilità, ho deciso di non partecipare a questo dibattito consiliare sia per rispetto delle persone coinvolte, sia per rispettare il dovere istituzionale dell’amministrazione sia, soprattutto, per rispetto del lavoro della Procura e per non interferire in alcun modo con quello della magistratura".

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