Minichini (LpRa): "Porto importante o mentalitá… 'del rio'?"

"La mentalità “del rio” ci ha scippato la Ravenna-Venezia ed il Corridoio Baltico-Adriatico", afferma Minichini

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"C'è una visione politica del Canale Candiano che guarda lontano e ce n'è una, in relazione agli altri Porti italiani ed europei, di ridurlo ad un piccolo corso d'acqua di campagna. Come senz'altro saprete, nella progettazione del nuovo Porto, il Cardinal Alberoni, rifacendosi alla massima di Cristoforo Sabbadino: "gran laguna fa gran porto", incarica Giuseppe Guizzetti sulla prospettiva di utilizzare la piallassa della Baiona. Sono passati tanti anni, i porti del mondo si sono evoluti, si pone un problema drammatico di cambiamento per il Canale Candiano. La prima ipotesi è continuare ad approfondirlo negli anni, fino a un limite fisico di 15 metri, andando incontro ad una insostenibilità del tratto fuori ed entro le dighe foranee, sia tecnico che di costi di dragaggio, continui e faraonici. Mentre gli altri porti europei/globali già operano verso fondali di 20 metri e oltre. Una seconda ipotesi è limitare l'approfondimento a11,5-12,5 metri per tutto il canale e realizzare un'isola portuale integrativa, nei limiti, di piattaforme off-shore, a 6 miglia marine dalla diga foranea nord, con fondale sostenibile di 20 metri, anche in subordine/transizionale per alleggerire il pescaggio. In discussione la visione "del rio", del rigagnolo insignificante, del lento declino agonico del Canale Candiano, invece della prospettiva di uno sviluppo che può essere non solo di Ravenna ma di tutto l'Alto Adriatico. In particolare, se interrelato ad analoghe prospettive con Venezia e Trieste.

Negli ultimi anni si è registrato un rallentamento complessivo dei traffici mondiali, ma non per il Mediterraneo, che cresce, triplica il traffico container, triplicano i passeggeri Nord-Sud dal Canale di Suez, dove il prossimo raddoppio farà bingo! Solo l'Italia continua a perdere posizioni. È al 55esimo posto per qualità delle infrastrutture portuali, giusto dopo il Marocco. Uno smartphone viaggia per 17 giorni dall'Asia e ha 10 giorni di burocrazia in Italia, per arrivare nel resto dell' Europa. Per ogni euro di scambi commerciali che coinvolgono l'Italia, 40 centesimi arrivano dal mondo via mare e 30 partono; per i volumi merci viaggia via mare il 48,0% dell' export ed il 67,7% dell' import. Oggi si draga (forse) in mancanza di una prospettiva di lungo periodo e senza sapere dove mettere i sedimenti di stasera, di domani, di dopodomani, con certezza di morire di obsolescenza fra 5-10 anni al massimo. Forse è il caso di dragare più limitatamente, cominciando a garantire da oggi i 10,5 metri, ma con un traguardo virtuoso, strutturale off-shore come indicato, con prospettiva almeno al 2050. Si lavori per ribaltare il delta via mare, fra import ed export in una nazione trasformatrice, per entrare in porto a Ravenna non più solo di giorno e con la marea favorevole, per togliere tutti quei camion dall'autostrada. Ci facciamo solo compatire, oltre ad inquinare. Mentalità "del rio", o mentalità globale del mare? La mentalità "del rio" ci ha scippato la Ravenna-Venezia ed il Corridoio Baltico-Adriatico, vediamo i prossimi giorni che commedia elettorale ci proporrà".

Pasquale Minichini, Lista per Ravenna

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