menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Porto, Lista per Ravenna: "Agosto con un crollo del 23,2% e dichiarazioni mirabolanti sul futuro?"

"Quanti a Ravenna vivono di porto col loro lavoro (liberi imprenditori, professionisti, addetti, operai) sono rabbrividiti nel leggere i dati dolorosi di questi giorni pubblicati dall’Autorità Portuale"

"Quanti a Ravenna vivono di porto col loro lavoro (liberi imprenditori, professionisti, addetti, operai) sono rabbrividiti nel leggere i dati dolorosi di questi giorni pubblicati dall’Autorità Portuale accoppiati con le dichiarazioni mirabolanti sulle prospettive del nostro scalo decantate da chi lavora su comode poltrone politiche: sindaco e assessore all’urbanistica di Ravenna, vicesindaco, presidenti della Sapir e della CTR, che ne gestisce il terminal container": è la presa di posizione di Maurizio Marendon (responsabile di Lista per Ravenna per il Porto e l’Ambiente).

"Nel pesantissimo -23,2% delle merci movimentate in agosto, che significa un nefasto -17,4% da gennaio, si inserisce infatti il calo rovinoso dei container, vero fondamentale valore economico di sviluppo del porto, che ad agosto è stato del -20,63%, assestandosi sul -11,54% nei primi otto mesi dell’anno. Che possa solo andare peggio lo ha ammesso a denti stretti l’Autorità Portuale dichiarando che “gli sbarchi del nostro porto potrebbero subire ulteriori ribassi”. Fioccano nel frattempo le notizie su come la tanto declamata Via della Seta, in cui la Cina ha già investito 12 miliardi di euro, stia virando dall’Italia sull’altra sponda dell’Adriatico, riducendosi così a Via dei Balcani. In effetti, i cinesi puntano ad assicurarsi la maxi-concessione del porto di Rijeka (l’ex italiana Fiume), con tanti saluti ai sogni di gloria di Ravenna, rimasta a contendersi con Venezia e Trieste le piccole fette di mercato del sud est mediterraneo e del medio-oriente".

"Le magnifiche sorti e progressive del porto di Ravenna invece recitate dal potere politico consistono innanzitutto nell’approvazione, da parte del Comune, di una variante urbanistica che consente alla Sapir di svuotare una propria cassa di colmata da un milione di metri cubi di fanghi portuali lì depositati da un’infinità, per depositarvi nuovi fanghi ancora tutti da scavare. Via libera inoltre ad un Piano Urbanistico Attuativo su 37 ettari della SAPIR nella penisola Trattaroli, dove costruire “un nuovo terminal container, per la cui attivazione si raggiungeranno i 14,50 di fondale”. Un delirio fuori della logica e del tempo, dato che il progetto “Hub portuale di Ravenna”, finora finanziato con 225 milioni, limita l’approfondimento dei fondali a -12,5 metri. Folle inoltre l’obiettivo dichiarato che il nuovo terminal sappia “movimentare 500 mila unità di container (TEU)”, quando quello attuale, in darsena San Vitale, è sfruttato molto sotto ai 300 mila, che avrebbe dovuto raggiungere una decina di anni fa, mentre è ormai certo che a fine 2020 si raggiungeranno a fatica i 200 mila. Hub portuale raggiungibile tra non meno di 7/10 anni, nuovo terminal container chissà mai quando, nuova Romea tra Ravenna e Venezia idem, Ravegnana restaurata nei prossimi cinque anni se tutto va bene, sono i sogni venduti al popolo come realtà immediata . Lista per Ravenna invoca ripetutamente provvedimenti concreti capaci di restituire efficienza e convenienza all’offerta di servizi e di opportunità del nostro porto; chiede l’abbattimento delle tariffe di imbarco e di sbarco, utilizzando risorse dello Stato e della Regione rese disponibili anche dal monte di miliardi destinati alla ripresa dell’economia dall’emergenza Covid; sollecita l’inascoltata proposta di tavoli tecnici anticrisi lanciata da sindacati e operatori portuali, volta a sollevare aziende e posti di lavoro dal precipizio", conclude l'esponente di Lista per Ravenna.


Ing.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Benessere

I 5 DPI più efficaci per contrastare il Covid-19

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RavennaToday è in caricamento