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Porto, Minichini (LpRa): "Fanghi di dragaggio come risorsa economica"

"Si potrebbe legarli a un'attività costruttiva legata al turismo destagionalizzato, ad esempio un campo da motocross o uno sky indoor (sciare al coperto, è uno dei 12 progetti con scheda/studio e ampia analisi sempre dell'architetto Vistoli)"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Sempre in tema di polemica che si è innescata con il "Progettone di dragaggio del Porto", dicevo che la soluzione del problema parte dal cercare di evitare che i fanghi di dragaggio diventino rifiuti di classe 1B. L'utilizzo, fin da subito, delle draghe di nuova generazione consentirebbe di affrontare le problematiche dei fanghi depositati delle casse di colmata di via Trieste e di quelli che comunque verranno escavati. Per rendere economicamente e ambientalmente compatibili le casse di colmata di via Trieste, la soluzione sta nell'effettuare le operazioni di bonifica dei fanghi sul posto e collocare il materiale in un intorno compatibile.

Si potrebbe legarli a un'attività costruttiva legata al turismo destagionalizzato, ad esempio un campo da motocross o uno sky indoor (sciare al coperto, è uno dei 12 progetti con scheda/studio e ampia analisi sempre dell'architetto Vistoli). Ci sono 40 impianti di sky indoor in Europa e altrettanti nel mondo. È prevedibile in futuro, complici anche i cambiamenti climatici, che ne arrivi a brevissimo almeno uno in Italia. Vogliamo arrivare sempre secondi come con Ravenna Capitale e lasciarlo a Rimini o Pescara, dove già corrono voci su imprenditori interessati? Il progetto/studio esiste già, applicato alle casse di colmata di via Trieste. Il quantitativo di fanghi che serve è oltre un milione di metri cubi. Sollecito una verifica di fattibilità da parte delle associazioni imprenditoriali del turismo, del nostro assessore regionale Corsini, delle amministrazioni comunale e provinciale, degli sci club del territorio.

Per le casse di colmata scegliamo siti lontani dalla residenza, dalle attività turistiche, dalle industrie alimentari di eccellenza, e altro. Depositiamo i fanghi dove servono una volta sola, senza pensare di spostarli altrove (magari a beneficio dei soliti noti). Se la Regione Emilia Romagna ritiene strategica la portualità per lo sviluppo economico e il Porto di Ravenna quale epicentro del sub-sistema trasportistico via acqua, servirebbe che i siti di sedimentazione dei dragaggi portuali fossero classificati come cava di prestito per tutte le opere pubbliche che abbisognino, nel raggio economico di convenienza, di inerti assimilabili. Tale raggio va valutato nel raffronto fra il costo degli inerti sul mercato libero, più il loro trasporto, e il costo di rigenerazione dei sedimenti portuali più il trasporto meno eventuali contributi finanziari. Tutti i Comuni e Province interessate dovrebbero essere coinvolti, darsi da fare, anche con eventuali incentivi, ma soprattutto affrontando i problemi urbanistico/normativi derivanti, con un passo diversamente risolutivo. Tornando al "Progettone" attuale, occorre accompagnarlo con grandi progetti di iniziativa pubblico-privata sostenuto da finanziamenti comunitari: il terminal passeggeri/museo della tecnica, la portualità oltre la Darsena, lo ski indoor come si diceva. E dei nuovi posti di lavoro che si creerebbero a Ravenna, vogliamo parlarne?".

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