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Nave Aquarius senza meta, De Pascale: "Il Porto di Ravenna è sempre aperto per salvare vite in mare"

Il sindaco interviene sulla questione della Aquarius, la nave con a bordo oltre 600 migranti bloccata in mare dopo che il Ministro dell'Interno Matteo Salvini domenica ha confermato la decisione di non accoglierla nei porti italiani

"Proprio ieri, mentre si chiudeva il Festival delle Culture con un bellissimo momento di confronto e dialogo insieme a Riccardo Iacona, Eva Giovannini e quattro giovani ravennati, abbiamo dovuto ascoltare frasi vergognose di chi (sper)giura sul Vangelo e un minuto dopo offende la Costituzione italiana, abbandonando e strumentalizzando centinaia di vite umane". Il sindaco di Ravenna Michele de Pascale interviene sulla questione della Aquarius, la nave con a bordo oltre 600 migranti bloccata in mare dopo che il vicepremier e Ministro dell'Interno Matteo Salvini domenica - lanciando l'hashtag '#Chiudiamoiporti' - ha confermato la decisione di non accoglierla nei porti italiani.

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De Pascale, naturalmente, si è mostrato contrario alla decisione del leghista: "Ravenna, città di porto, ha ben chiaro cosa significhi salvare vite in mare, conosce il valore dell’accoglienza di persone in pericolo e si unisce idealmente alle città del sud, Napoli, Palermo, Taranto, Messina e Reggio Calabria che hanno dato la loro disponibilità a soccorrere i bambini, le donne e gli uomini a bordo dell’Aquarius". "Ci sono due signori chiamati Salvini e Toninelli che a nome di tutti noi stanno negando lo sbarco in Italia a 629 persone, fra cui 123 minori, 11 bambini e 7 donne incinte. Dicono che dovrebbero attraccare a Malta, cioè in un’isola-Stato di 445.426 abitanti. Credo capiate tutti quanto si tratti di un’argomentazione ridicola, nonostante venga ripetuta a reti unificate - aggiunge Giovanni Paglia di Sinistra Italiana - Eppure tocca a noi non restare in silenzio, opporci, mobilitarci, se non vogliamo diventare complici di disumanità".

"Chiudere i porti non significa fare politiche sull’immigrazione: essa continuerà - aggiunge Massimo Manzoli di Ravenna in Comune - Magari con altri mezzi, magari via terra, sicuramente sempre più clandestina. Sicuramente chi ci guadagna è chi oggi ne gestisce il traffico illecito. I trafficanti oggi stanno ringraziando il nuovo illuminatissimo governo italiano". "Siamo cittadini del mondo, nessuno sceglie il posto dove nascere: ricordatevi che quando siete nati non avete potuto scegliere in quale paese del mondo venire alla luce - commenta il segretario provinciale del Pd Alessandro Barattoni - Ricordatevelo anche quando andate a prendere vostro figlio o nipote all’asilo o al campetto e notate che la bambina con la quale sta giocando per lui è solo un’amica, indipendentemente dalla nazione di provenienza dei suoi genitori. Ricordatelo anche quando commentate le notizie o leggete le cronache e date giudizi in base alla nazionalità degli interessati. Non avete scelto di nascere in Italia, è stata una condizione che non vi siete guadagnati".

Alle critiche si aggiunge anche la segreteria confederale della Cgil di Ravenna: "Siamo di fronte a un atto di estrema gravità, che dimostra ancora una volta la deriva razzista che sta segnando le politiche sull’immigrazione. Non possiamo tollerare questa situazione; l’Italia in questo momento non garantisce i diritti umani universali, salvaguardati dal diritto internazionale, dal diritto marittimo e naturalmente dalla nostra Costituzione. La Cgil sta facendo sentire la sua voce, in tutto il Paese, attraverso i lavoratori dei porti e i lavoratori marittimi. Ribadiamo la necessità di assicurare i principi fondamentali del diritto e per questo apprezziamo e sosteniamo le parole espresse dal sindaco de Pascale".

"Azione illegittima, presenteremo un esposto"

“La chiusura dei porti del ministro Matteo Salvini, avallata dal governo a cominciare dal ministro Toninelli competente per materia, è illegittima e viola il diritto umanitario e il diritto internazionale del mare. Ora ne risponderà davanti alla legge: Possibile sta studiando un esposto da presentare alla Procura di Roma e altre iniziative sono allo studio insieme a giuristi impegnati nella difesa dei diritti umani. Quello che sta accadendo non è solo inumano, ma illegittimo. È bene ribadirlo con forza e servono reazioni civili, democratiche e giudiziarie proporzionate alla gravità dei fatti”. Lo annuncia Possibile in una nota firmata dai co-segretari Andrea Maestri e Beatrice Brignone, insieme a Pippo Civati.

I migranti soccorsi e trasbordati sulla nave Aquarius

629 migranti sono stati salvati al largo della Libia da mercantili, imbarcazioni della guardia costiera italiana e dalla nave Aquarius della Ong Sos Méditerranée, che ha poi preso a bordo tutti i profughi ora diretti verso un porto non ancora assegnato. Tra loro ci sono 123 minorenni non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte. Complessivamente sono sei le operazioni di soccorso effettuate nelle ultime ore. Particolarmente difficile quella di migranti su un gommone che si è rovesciato facendo finire 40 persone in mare. La Acquarius ha soccorso 229 persone, altre 400 sono state salvate dalle altre imbarcazioni e poi trasbordate sulla nave della Ong.

La rotta di Aquarius

La posizione della nave (nel riquadro rosso nell'immagine qui sotto) alle ore 8 di lunedì mattina: dopo aver fatto rotta verso verso l'Italia, la nave è sostanzialmente ferma in mezzo al mare. Sulla nave ci sono scorte di cibo sufficienti per due-tre giorni: impossibile pensare però che nella giornata di lunedì la situazione non si sblocchi. Da Aquarius attendono indicazioni.

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La replica della Lega Nord

"Il sindaco de Pascale mostra ancora una volta quanto siano aleatori i principi di etica pubblica in certi sindaci Pd, che antepongono propaganda e disinformazione a direttive che arrivano da un governo in carica, a cui amministratori pubblici minimamente seri dovrebbero comunque attenersi, anche se in disaccordo nel merito": è quanto afferma Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna. "Non c’è alcun dubbio che la decisione assunta dal Ministro sia legittima. La dichiarazione di de Pascale non è solo una spacconata, ma si basa sul nulla - prosegue il leghista - Ma c’è anche il piano politico: forse al Pd non sono bastate le batoste elettorali che ha collezionato in parte anche per le fallimentari politiche sull’immigrazione. Continuare a difendere la tratta di uomini sorvolando sui costi enormi che l’Italia paga serve a qualche altro fine, che non ha nulla a che vedere con l’accoglienza solidale".

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