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Giovedì, 11 Agosto 2022
Politica

Porto, "La Pigna per la rinascita di Ravenna" dà fiducia a Galliano Di Marco

“L’idea – spiega lo stesso Bucci – è nata dall’incontro a cui ho assistito venerdì in Confindustria. Ritengo imbarazzante il modo con cui è stato presentato lo studio, chiamiamolo così, di Nomisma, riguardante il Porto di Ravenna"

‘La Pigna per la rinascita di Ravenna’ ha presentato un breve documento con cui la lista civica intende affrontare con chiarezza la  questione Porto di Ravenna, al fine di evidenziare le cause che impediscono il suo sviluppo e la sua  crescita. Il presidente e candidato sindaco, Maurizio Bucci - assieme alle persone che lo sostengono, tra cui il portavoce provinciale di ‘Fratelli d’Italia’, Luciano Fosci, e il capolista della lista, Giuseppe Roccafiorita - ha proposto una serie di soluzioni per permettere la realizzazione di azioni che garantiscano un futuro certo 

“L’idea – spiega lo stesso Bucci – è nata dall’incontro a cui ho assistito venerdì in Confindustria. Ritengo imbarazzante il modo con cui è stato presentato lo studio, chiamiamolo così, di Nomisma, riguardante il Porto di Ravenna. Nella rassegna stampa sono stati inseriti solo articoli che criticavano l’operato di Galliano Di Marco, con il sottofondo di una musica davvero agghiacciante. Dopo un inizio così, era chiarissimo il segnale di distacco e accusa nei confronti del Per quanto riguarda lo studio in sé, Bucci prosegue dicendo che “non ha portato nulla di nuovo su quello che già eravamo a conoscenza. Si tratta di una relazione che elenca una dopo l’altra le varie possibilità di intervento sulla questione dei fanghi, senza però proporre nulla. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo fatto molto di più, con l’analisi che presentiamo oggi, spendendo per di più zero lire. Con questo documento siamo convinti di iniziare a scoperchiare la cappa che sta sopra la nostra città. Riteniamo che riusciremo ad avere un consenso sempre più crescente, con l’intenzione di vincere le prossime elezioni amministrative”.

E’ intervenuto anche Fosci, dichiarando che “Di Marco è come un elefante che è entrato nella cristalleria della Cmc e della Sapir. Si tratta di un professionista che vuole solo fare il bene del porto e di tutto il suo indotto. L’unica sua colpa è aver rotto le uova nel paniere a chi vuole mantenere lo status quo”. Roccafiorita, inoltre, spiega che “è proprio da documenti come questi che è nata la mia intenzione di appoggiare ‘La Pigna’ e sostenere la candidatura di Bucci. Qui c’è modo di confrontarsi e di far nascere delle idee per il bene della città, cercando di rompere l’asfittica situazione creata dal PD, di cui De Pascale è garanzia di continuità con il passato. Ravenna ha bisogno di un cambiamento, il porto di una progettualità, e in questa lista civica c’è la gente giusta per riuscire a ottenere questi obiettivi”.

 “Si tratta di un documento – analizza in breve Bucci – che parte dall’esempio della Sapir come caso unico nel panorama nazionale, con una serie di conflitti di interesse tra pubblico e privato, e come strumento del ‘poltronificio’ del PD e dei suoi alleati. Pur essendo una società a maggioranza pubblica, la Sapir è del tutto mancante di trasparenza, fatto testimoniato dalla sua ‘strana’ controllata, la Sapir Enrineering.  Con la presenza degli Enti Pubblici ed economici locali in Sapir spa, il presidente dell’Autorità Portuale ha un’autonomia pari allo zero assoluto. Se intende esercitarla nell’interesse dell’economia portuale, non soddisfacendo parzialmente o totalmente al volere degli enti pubblici e degli operatori soci di Sapir, è condannato alla paralisi e nel caso di Ravenna al linciaggio politico e morale. Non solo, ma questa situazione impedisce qualsiasi ingresso di nuovi operatori nel porto in concorrenza con quelli attuali. E’ nostra intenzione presentare un dossier specifico alla Corte dei Conti, al fine di verificare eventuali danni patrimoniale da rifondere all’Autorità Portuale”.

Bucci continua parlando “del paradosso ravennate. Da una parte gli enti pubblici ed economici locali e i privati  hanno approvato il cosiddetto ‘progettone’ che prevede gli espropri anche dei terreni di proprietà Sapir, dall’altra i rappresentanti di questi enti hanno deliberato in una riunione del Consiglio di Amministrazione il ricorso al Tar contro gli espropri dagli stessi decisi. Chi sono i nemici di Di Marco? In primis Alvaro Ancisi, con la sua falsa opposizione, e poi Guido Ottolenghi, che usa il suo ruolo di presidente degli Industriali avente fortissimi e diretti interessi economici personali per la questione del porto. Quindi noi diamo a Di Marco la nostra piena stima e fiducia, in quanto persona seria, onesta, credibile e competente. Ha assunto la guida dell’Autorità Portuale, ereditando un avanzo di amministrazione di  poco più di due milioni di euro e alla fine del 2015 presenta un avanza di amministrazione di quasi 60 milioni di euro. In perfetta coerenza con la nostra volontà di cedere tutte le partecipazioni comunali relative alle società commerciali, infine, il nostro programma prevede lo scioglimento dell’inutile e costosa Ravenna Holding, mentre anche Sapir dovrà vedere l’immediata uscita del pubblico. Noi siamo per lo sviluppo della competizione e della concorrenza anche attraverso l’ingresso di nuovi operatori. Riteniamo che sia l’Autorità Portuale a dover introitare, riconoscendo il giusto valore, la parte patrimoniale relativa a banchine e terreni. E successivamente con un bando mettere in vendita le azioni di proprietà degli enti pubblici ed economici locali affinché attraverso un advisor internazionale possa aggiudicarsele il miglior offerente”.

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