Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Ravenna per ricordare Zaccagnini

Nel trentesimo anniversario della scomparsa, il Capo dello Stato fa visita a Ravenna per commemorare un protagonista della storia ravennate e italiana

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Ravenna martedì 5 novembre in occasione del trentesimo anniversario della scomparsa di Benigno Zaccagnini. Un incontro importante con il Capo dello Stato che arriva in città per commemorare uno dei simboli di Ravenna e dell'Italia del secondo guerra.

La visita di Mattarella non è casuale: il Presidente della Repubblica ha già avuto modo di elogiare la figura di Zaccagnini nel volume "Le radici della speranza" (contenente una serie di lettere del politico ravennate), pubblicato a inizio 2019. E con Zaccagnini il presidente Mattarella condivide la cultura cattolica e la militanza politica della Dc. Mattarella aveva fatto infatti il suo ingresso in politica nella file della Democrazia Cristiana proprio negli ultimi anni di vita di Zaccagnini

Ancora da confermare il programma della visita a Ravenna del Presidente della Repubblica, ma la giornata vivrà senza dubbio sia momenti istituzionali che occasioni di riflessione religiosa. Non mancherà sicuramente una messa in ricordo di Zaccagnini a trent'anni dalla scomparsa, avvenuta il 5 novembre del 1989.

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Benigno Zaccagnini è stato un importante protagonista della politica nazionale, ma anche della storia ravennate. Esponente convinto dell'associazionismo cattolico, prese parte alla seconda guerra mondiale come ufficiale medico sul fronte jugoslavo. Dopo l'armistizio Zaccagnini fece parte della Resistenza ricoprendo il ruolo di presidente del Comitato di Liberazione provinciale. Al termine del conflitto vi fu il suo ingresso in politica nelle file della neonata Democrazia Cristiana. Zaccagnini fu prima eletto nel consiglio comunale di Ravenna e poi all'Assemblea Costituzionale. La sua carriera in Parlamento proseguì ininterrotta fino al 1989 e nel corso degli anni ricoprì più volte l'incarico di ministro fino a diventare Segretario politico della Dc. La sua però fu anche una vita segnata da eventi tragici, tra la quale vanno ricordate la morte di due figli in giovane età e l'uccisione dell'amico Aldo Moro.

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