Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

La proposta del Pri: "L'Accademia delle Belle Arti nella caserma di via Bixio"

Ad inizio mandato il vicesindaco Eugenio Fusignani ha sottolineato il potenziale straordinario dell'Accademia di Belle Arti

Il vicesegretario del Partito Repubblicano Stefano Ravaglia e i consiglieri comunali dell'Edera Giannantonio Mingozzi e Chiara Francesconi avanzano alcune idee affinchè l'Accademia di Belle Arti di Ravenna possa tornare nel centro cittadino. “Come repubblicani lo abbiamo sostenuto nella recente campagna elettorale delle amministrative e intendiamo tradurre in atti concreti il nostro programma - esordiscono gli esponenti dell'edera -. Ad inizio mandato il vicesindaco Eugenio Fusignani ha sottolineato il potenziale straordinario dell'Accademia di Belle Arti, oggi ben gestita e diretta e in crescita di iscritti, e come una sede cittadina ne amplierebbe il richiamo internazionale e la stessa capacità di rilanciare il valore dell'insegnamento del mosaico".

"L'Istituto è oggi a tutti gli effetti parificato all'insegnamento universitario e la sua collocazione entro le mura cittadine consentirebbe anche un rapporto più stretto col dipartimento ravennate di conservazione dei beni culturali - proseguono -. Ogni studio artistico ed iniziative di diffusione dei corsi come l'esposizione dei lavori e la dimostrazione pratica degli allievi otterrebbe una risonanza turistica e d'interesse incomparabile rispetto alle possibilità offerte dall'attuale sede decentrata". "A nostro avviso - sottolineano Ravaglia, Mingozzi e Francesconi - si potrebbe lavorare da subito per una collocazione adeguata negli spazi della caserma di via N. Bixio, in fase di dismissione e di possibile passaggio dal patrimonio dello Stato alla competenza e alla disponibilità del Comune".

"I lavori di bonifica dell'area missilistica sono ormai terminati e tutto l'ambito della caserma, anche la parte vincolata dalla Sovrintendenza costituirebbe un insediamento di prestigio che l'utenza dell'Accademia e quella universitaria (interessata a quest'ultimo ad una sede logistica con posti letto e servizi) renderebbero di grande valore - chiosano -. Se pensiamo poi che la vicina sede dell'Istituto Olivetti appartiene al Comune, un domani unificati i due corpi ne deriverebbe un tutt'uno straordinario dedicato al mondo degli insegnamenti artistici ed universitari ravennati. Va esaminato infine, concludono gli esponenti del PRI, la possibilità di rendere fruibile per l'Accademia, una volta insediata in via N. Bixio, una sala espositiva nel Palazzo Rasponi appena ristrutturato per esporre quanto di più interessante l'istituto propone, dai gessi recuperati alla collezione di manifesti  ed alle collezioni musive e di straordinario pregio artistico che oggi appartengono al patrimonio invisibile dell'arte ravennate”.
 

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