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Provincia, portineria chiusa il sabato: "Rientro in un piano di taglio delle spese"

"La decisione della chiusura della portineria (gli uffici sono chiusi il sabato già da molti anni) nulla ha a che vedere con la volontà "di concedere la settimana corta a tutti i dipendenti" come ha scritto il capogruppo Gianfranco Spadoni (Udc)". E' quanto chiarisce la Provincia

"La decisione della chiusura della portineria  (gli uffici sono chiusi il sabato già da molti anni) nulla ha a che vedere con la volontà “di concedere la settimana corta a tutti i dipendenti” come ha scritto il capogruppo Gianfranco Spadoni (Udc)". E' quanto chiarisce la Provincia di Ravenna in una nota, spiegando che "rientra in un articolato piano di interventi per la riduzione della spesa, approvato dalla giunta provinciale il 17 aprile scorso, a fronte delle gravi difficoltà di bilancio sofferte dall’Ente a seguito delle ripetute forti riduzioni dei trasferimenti statali".

"La chiusura del sabato mattina, valutata come opportuna a fronte del modestissimo afflusso di pubblico in tale giornata, consentirà risparmi di spese di utenze - prosegue la Provincia -. La decisione fu anticipata dall’assessore a personale e organizzazione Paolo Valenti, nella seduta della Conferenza dei capigruppo del 7 maggio scorso, presente il capogruppo Spadoni come rilevabile dal verbale della seduta".

"La chiusura della sede nella mattinata del sabato è stata successivamente disposta , con decorrenza 1 luglio scorso, con Provvedimento del Presidente numero 2161 del 25 giugno scorso. Con comunicazione del 1 luglio, la Provincia ha trasmesso ai Capigruppo l’elenco dei provvedimenti adottati il 25 giugno, tra cui, appunto, quello avente ad oggetto il nuovo orario di apertura", conclude l'ente.

LA REPLICA - "Esprimo dissenso sul contenuto delle precisazioni della Giunta - esordisce Spadoni -. Nel testo della risposta mi sfugge completamente il collegamento, forzato e improprio, riferito alle “…gravi difficoltà sofferte dall’ente a fronte delle ripetute riduzioni dei trasferimenti statali…” giacché  nella citata mattinata del sabato ha sempre  prestato servizio un’unica  persona con funzioni di centralinista e di portiera, e quindi il suo compenso, per sole tre ore di lavoro, era davvero molto contenuto".

Continua l'esponente dell'Udc: "Se si vogliono realmente produrre economie e ridurre la spesa corrente, basta evitare qualche rimborso spese richiesto da alcuni assessori, che, in realtà, proprio in vista della chiusura dell’ente e per la modestissima se non impercettibile mole di lavoro e competenze loro assegnate, potrebbero subire una riduzione del numero dei componenti a solo beneficio della comunità".

"Peraltro nutro forti perplessità su tali “rimborsi esentasse”, poiché la legge li riserva unicamente in modo inequivocabile, solo per “presenze necessarie presso la sede degli uffici per lo svolgimento delle funzioni, ” mentre parte di questi compensi assegnati, non credo abbiano tutti i requisiti - conclude Spadoni -. Per queste ragioni, respingo totalmente le motivazioni rilasciate dalla Giunta nel comunicato della Provincia e mantengo la mia posizione".                           
                               

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