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"Cambiare la normativa sugli appalti": parte la raccolta firme della Cgil

La raccolta firme è già partita. E' possibile sottoscrivere la proposta di legge in tutte le sedi della Cgil della provincia di Ravenna e nei principali uffici anagrafe dei Comuni del territorio

Il lavoro negli appalti è frammentario, precario, faticoso, mal retribuito e, come ha dimostrato la recente inchiesta della magistratura può essere soggetto a pericolose infiltrazioni malavitose anche in Emilia Romagna. La Cgil ha dato il via, a livello nazionale, a una raccolta di firme per la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare in materia di garanzia dei trattamenti dei lavoratori impiegati nelle filiere degli appalti privati e pubblici, contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tra imprese, tutela dell'occupazione nei cambi di appalto.

"Lo scopo dell'iniziativa - spiega Marinella Melandri della segreteria confederale della Cgil di Ravenna - è andare a ridefinire le regole sugli appalti e sulla terziarizzazione che sta determinando un progressivo indebolimento dei lavoratori. Negli ultimi anni la riforma legislativa ha determinato una riduzione delle tutele. Gli appalti al massimo ribasso hanno portato a un peggioramento della qualità del lavoro. I ribassi determinati per vincere le gare d'appalto spesso si ripercuotono in maniera drammatica sui lavoratori, sui loro salari e diritti".

La raccolta firme sta procedendo anche a Ravenna e il prossimo 4 marzo, alla sala D'Attorre di Casa Melandri, la Cgil organizza il convegno dal titolo “Appalti, diritti, legalità per un nuovo modello di sviluppo” in cui si approfondirà con le istituzioni e le realtà socio-economiche del territorio il tema oggetto della proposta di legge e la situazione in provincia di Ravenna.

"In Italia - ricorda il sindacato - gli appalti pubblici rappresentano più del 15% del Pil nazionale, ma la loro cattiva gestione, caratterizzata da una diffusa illegalità, alimenta il fenomeno della corruzione che fa diminuire gli investimenti esteri del 16% e aumentare del 20% il costo complessivo degli appalti stessi. Il preoccupante quadro emerso dall'inchiesta sulle infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna evidenzia la diffusa illegalità presente anche nel territorio regionale. Un tema centrale dell'inchiesta riguarda l'azione della malavita sulla gestione degli appalti. La ricostruzione post-terremoto ha alimentato gli appetiti mafiosi che proprio attraverso l'aggiudicazione degli appalti ha tentato di fare consistenti affari".

La raccolta firme è già partita. E' possibile sottoscrivere la proposta di legge in tutte le sedi della Cgil della provincia di Ravenna e nei principali uffici anagrafe dei Comuni del territorio. "La campagna di raccolta firme - spiega Marinella Melandri - si concluderà a fine marzo. Servono cinquantamila firme a livello nazionale; questa proposta di legge rappresenta uno strumento importante per aprire una riflessione. Dobbiamo tutelare i lavoratori, contrastare l'illegalità e l'evasione, infiltrazioni malavitose e la corruzione con il ripristino delle forme di controllo di legalità".

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