Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

Ravenna, Biondi (Lega): "E' la città della sottocultura"

"I maldestri interventi legati all’arredo di Piazza Kennedy sono l’ennesimo esempio della gestione dei beni artistici, ed architettonici della città, da parte della Giunta De Pascale".

"I maldestri interventi legati all’arredo di Piazza Kennedy sono l’ennesimo esempio della gestione dei beni artistici, ed architettonici della città, da parte della Giunta De Pascale". A dirlo,è la consigliera comunale Ln, Rosanna Biondi, convinta che Ravenna possa avere le carte in regola (oggi o in futuro) per essere la “capitale della cultura”. Ma che covi anche esempi concreti di “sotto cultura”, vedendo in che modo sono bistrattati i beni della città romagnola. «In cui si affacciano antichi palazzi, ma si continuano a collocare strutture per nulla pertinenti con il contesto: dalle toilette “da cantiere”, di cui attendiamo la rimozione, alle recenti panchine in cemento, che tanto ricordano i new-jersey autostradali. In verità, più adatte al lungomare o a una periferia, poiché inadeguate e pure qualitativamente scadenti (una, tra l’altro, è gia rotta!)." 

"Insomma, uno scempio dopo l’altro, dietro alla facciata di “lavori in corso” o a soluzioni urbanistiche piuttosto discutibili, alla faccia dei vincoli per un centro urbano di alto valore storico-architettonico. Biondi ricorda anche come molte di queste situazioni risultino utili soltanto a «vandali e graffitari, ben felici di esprimersi sfruttando arredi che nulla hanno a che fare con l’antico contesto della piazza.» Il tutto si traduce come una: «Una incapacità di gestione, ed anche fallimento del progetto iniziale; imputabile, in gran parte, al mancato ascolto delle autentiche eccellenze culturali del “gotha” ravennate». Basti, per esemplificare il tutto, il suggerimento respinto di installare la bellissima statua di papa Corsini (quello del Canale Candiano) dimenticata nei Chiostri di San Vitale. «Sarebbe parsa opportuna anche la proposta di porre al centro di Piazza Kennedy un monumento a Dante – ricorda Rosanna Biondi -: figura sempre richiamata in tema di turismo, per non parlare poi della prossima messa in scena teatrale destinata a coinvolgere i cittadini. Soltanto a parole, poiché i soggetti sono sempre gli stessi: dallo staff delle Albe alle associazioni cooperative, che lavorano con i migranti, fino alle associazioni e cooperative e sociali del territorio.» Nulla di nuovo sotto il sole, insomma. Con le «cooperative e le partecipate a trarre vantaggio dalla cementificazione e dalla devastazione della città – dice Biondi - senza alcuna considerazione del centro storico di Ravenna, antica capitale. Non resta, a questo punto, che appellarsi ai cittadini. Affinché, attraverso la loro voce di protesta, «facciano rimuovere le panche, come già avvenuto per i “cessi”…"

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