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Consumo del suolo, Ravenna in Comune: "Pronti ad una riconversione ecologica"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Sulla base dei dati diffusi dall’Istituto Superiore per la protezione e ricerca ambientale a Ravenna si consuma suolo ad una velocità da metropoli, pari a circa 9mila ettari l’anno, un valore ben al di sotto dei 33mila di Roma, ma quasi al pari di città come Milano e Torino, seconde nella graduatoria nazionale con 11mila ettari totali “bruciati”. Secondo la rilevazione, spetta, dunque, a Ravenna la maglia nera regionale del consumo di suolo, dato che Ferrara si ferma a 6.500 ettari, Bologna 5mila, mentre Forlì e Rimini non vanno oltre i 3mila. Dal censimento del 2011, inoltre, risultava come nel Comune di Ravenna fossero presenti 69989 unità immobiliare attive occupate mentre 20254 non occupate cioè circa il 23% del totale. 
Quali necessità giustificano un consumo così elevato del suolo? Quali problemi legati alla perdita dei terreni agricoli che sono parte fondante della nostra economia? 

La scelta politica di un ampliamento sfrenato della nostre città a fronte di un aumento di appartamenti e negozi sfitti si sta rivelando scellerata e non ha più senso; crea le basi per ulteriori problemi che vanno dalla distruzione dell’agricoltura all’abbandono delle periferie, dall’aumento preoccupante del rischio idrogeologico alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Questa situazione porta ad un aggravarsi del dissesto idrogeologico del nostro territorio come mostrano le sempre più frequenti gravi emergenze ed episodi estremi. A fronte di tutto ciò la provincia di Ravenna risulta, però, essere nel 2015 la Provincia con la minor spesa per la manutenzione del territorio come si può vedere nella mappa allegata (ricavata da un’analisi basata su opendata da Franco Morelli) Tutto ciò è allarmante. 

Non è più possibile credere alle promesse di chi da anni a parole promette "consumo zero" e nei fatti continua a distruggere territorio aumentando rischio idrogeologico, incrementando esponenzialmente i "centri commerciali", ecc...  Dagli incontri con la cittadinanza e con esperti del settore sono emerse le difficoltà quotidiane legate alla ristrutturazione degli immobili, anche privati, in cui ci si perde tra lenta burocrazia, poca chiarezza e difficoltà nelle messe a norma, costi altissimi che rendono assolutamente più conveniente la costruzione di un nuovo immobile invece che la sistemazione dell’esistente. Noi siamo pronti a fare di tutto per cambiare questa linea partendo da riconversione ecologica, efficientamento energetico e ammodernamento, recupero e riutilizzo di strutture abbandonate. Immaginare una politica in cui Ravenna venga prima degli interessi economici privati è possibile".

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