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Ravenna in Comune si scaglia contro le nuove urbanizzazioni: "Promesse su consumo di suolo zero disattese"

La critica della lista civica: "Diminuisce in continuazione il numero dei residenti, ma si continua a costruire"

"Completamente estranea al mondo in cui viviamo la Giunta de Pascale continua a non ascoltare meteorologi, geologi, climatologi, urbanisti ecc. e una dopo l’altra snocciola come perle del suo rosario nuove urbanizzazioni in serie apparentemente infinita". Lo afferma Ravenna in Comune relativamente all'approvazione del secondo stralcio del Pua (piano urbanistico attuativo) relativo al sub comparto “Agraria”.

"Non basta l’inarrivabile numero di case sfitte e il conseguente deprezzamento che ne consegue. Non basta l’invendibilità del commerciale, fatta eccezione per gli immancabili supermercati - prosegue la lista civica - I proclami del sindaco sul consumo di suolo zero all’epoca della campagna elettorale per il primo mandato si sono trasformati negli slogan della campagna del secondo con uguale risultato: sono tutti stati ampiamente disattesi. Così come sono ridicolizzate le affermazioni di quella pattuglia di presunti 'coraggiosi' e di 'grillini' sopravvissuti ai tanti voltafaccia del cosiddetto movimento che tutto doveva rovesciare come un calzino. A prevalere sono sempre e solo gli interessi a cementificare dei lottizzatori di turno".

"Nell’ultimo dossier di Legambiente si fanno un po’ di conti e viene fuori che nel ravennate dai soli nuovi progetti di costruzione e urbanizzazione verranno 'mangiati' altri 5 milioni di metri quadri di suolo vergine. Alla faccia della presunta efficacia di quella legge regionale che - prosegue Ravenna in Comune - osteggiammo sin dall’inizio in quanto, come si è poi dimostrato, prevedevamo avrebbe aumentato il costruito dove invece millantava il 'consumo di suolo zero'. E con autentica faccia di bronzo ancora in questi giorni post alluvione lo stesso Bonaccini, che l’ha pervicacemente fatta approvare, racconta in giro che l’Emilia Romagna sarebbe un esempio da imitare".

"Oggi Ravenna diminuisce in continuazione il numero dei residenti smentendo le assurde previsioni che pronosticavano una Ravenna di 200mila abitanti. Però continua a costruire secondo quelle stesse assurde previsioni - conclude Ravenna in Comune che - torna a chiedere a nome delle generazioni future che venga immediatamente dichiarata una moratoria nel rilascio delle nuove autorizzazioni. La sopravvivenza di molti in un territorio degno di essere abitato deve prevalere sugli interessi economici di pochi palazzinari".

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