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Lunedì, 23 Maggio 2022
Politica

Ravenna in Comune: "No al finanziamento pubblico al deposito di Co2, non siamo una discarica"

“La lettera aperta è stata scritta contro l’ipotesi che i 150 milioni di euro del Fondo per la transizione industriale previsti in manovra vadano a finanziare proprio il progetto di Eni"

“Nonostante la sonora bocciatura europea, che ha negato ogni tipo di finanziamento al suo progettato deposito di CO2 ravennate, ENI ha lo stesso assegnato la progettazione. Non del grande deposito ma del progetto pilota collegato alla centrale a gas di Casalborsetti. In un certo senso allora può considerarsi una replica allo stoccaggio di Co2 del cane a sei zampe”:  è la critica di 'Ravenna in comune' che rilancia l’appello al Presidente della Repubblica sottoscritto da 50 scienziati italiani.
 
“La lettera aperta è stata scritta contro l’ipotesi che i 150 milioni di euro del Fondo per la transizione industriale previsti in manovra vadano a finanziare proprio il progetto di Eni. Il Carbon Capture Use and Storage (CCUS) per produrre idrogeno da metano è una tecnologia che anziché contribuire a risolvere il problema lo rende più grave e lo prolunga nel tempo, spiegano nella lettera, sottolineando che proporre lo stoccaggio e l’uso della CO2 rappresenta un alibi straordinario per continuare a produrre anidride carbonica, perseverando scelleratamente a privatizzare utili e socializzare i costi del disastro ambientale. Inoltre gli scienziati si esprimono contro l’ipotesi di evitare lo smantellamento delle piattaforme in disuso con la scusa della riconversione ad impianti CCUS su cui punta ENI proprio per eludere gli obblighi che ha assunto in concessione”.

 
“Come Ravenna in Comune siamo d’accordo. Ogni giorno arrivano notizie di nuovi licenziamenti nell’economia del fossile: quand’è che le istituzioni ravennati inizieranno a lottare per portare a Ravenna i nuovi posti di lavoro legati alle rinnovabili? Lo ribadiamo: benissimo portare nuovi investimenti a Ravenna. Per farne la capitale delle rinnovabili, però, non la discarica di Eni”, conclude Ravenna in Comune.

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