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Recupero dell'ex caserma Alighieri, Spadoni (LpRa): "Silenzio assordante della Giunta sul ritardo dei lavori"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Ormai, purtroppo, siamo abituati ai tempi biblici nella realizzazione dei lavori pubblici, ai continui rinvii, alla catena dei fallimenti delle imprese cui sono affidate le opere con la conseguente smisurata lievitazione dei prezzi, ma proprio per questo  dovrebbero esserci dei termini perentori, maggiori controlli e severe penali. Si può comprendere, infatti, che il programma esecutivo diverga dal crono programma, ma in questo modo viene violato il termine di ultimazione contrattuale, con responsabilità estese anche a chi dovrebbe controllare circa eventuali possibili ritardi da parte dell’appaltatore nel corso dei lavori.

E uno dei tanti casi riguarda il recupero  dell’ex caserma Alighieri, con un progetto del 2018 di rigenerazione dell’intera area di 15 mila metri i cui lavori sono in ballo dal 2020 e avrebbero dovuto concludersi nell’estate del 2021. Quali siano le cause effettive di questo ritardo non è chiaro poiché la rimozione di materiali inquinanti, la bonifica dell’area, i sondaggi del sottosuolo anche dal punto di vista archeologico d’intesa con la Soprintendenza,  e le varie analisi del rischio dovrebbero essere già state compiute da molto tempo. E’ lecito pensare, dunque, a qualche ragione di tipo ambientale, di inquinamento, di insalubrità, di ritrovamento di reperti archeologici: tutto potrebbe essere possibile, ma almeno si comunichino le ragioni di questi ritardi in modo trasparente. 

Proprio per questo sorge il dubbio che vi sia qualche motivo molto  serio in grado di rallentare, o, meglio, di bloccare completamente i lavori, come in questo momento. Ed in questo senso non si comprendono le ragioni di questo silenzio assordante da parte della Giunta che preferisce non spiegare ai cittadini i motivi reali di tali ingiustificati ritardi. Anche se in realtà l’esecutivo sin dall’estate 2021 non ha mancato di sbandierare ai quattro venti che la conclusione dei lavori, rispetto ai tempi previsti dalla Regione Emilia Romagna, era in anticipo di un anno; ma tale obiettivo ambizioso era valido solo nel caso in cui fossero stati rispettati i tempi di apertura al pubblico, vale a dire  nell’estate del 2021. I cittadini, come si afferma sempre, sono al centro delle attività della pubblica amministrazione, e  nel caso di specie vorrebbero semplicemente che la giunta municipale battesse un colpo e desse un segnale forte di trasparenza.

Gianfranco Spadoni - Lista per Ravenna

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