Domenica, 26 Settembre 2021
Politica

Referendum per cambiare nome a Lido di Savio, Spadoni: "Meglio risolvere le sue problematiche"

L'esponente di Lista per Ravenna: "troppe disattenzioni da parte dell’Amministrazione, soprattutto per la cura e la vivibilità del paese, acuite dalla distanza non solo fisica e logistica, ma politica, da Ravenna"

Ultime 24 ore per votare il sondaggio lanciato on line dal Comune di Ravenna per individuare la denominazione da inserire nei cartelli turistici di Lido di Savio. Nelle cartografie del 1957 la località, infatti, era denominata “Bologna Marittima”, mentre numerose testimonianze individuano in “Bologna Mare” il nome comunemente usato: per questo motivo il Comune di Ravenna, sentito il parere del consiglio territoriale di Castiglione e delle associazioni di categoria, ha deciso di indire il sondaggio online aperto ai residenti, agli operatori economici della zona e a chiunque la frequenti. Un referendum che non trova l'appoggio di Gianfranco Spadoni, vice-presidente di Lista per Ravenna, che in una nota stampa dichiara: "Domenica si chiuderà il referendum improvvisato, lanciato autarchicamente dalla Giunta De Pascale - si badi bene senza neppure interpellare il Consiglio comunale, organo sovrano in un’amministrazione comunale democratica - sulla scelta di aggiungere a Lido di Savio la denominazione turistica di Bologna Mare o quella di Bologna Marittima. Lista per Ravenna e la propria associata Lista del Mare rispetteranno democraticamente la scelta dei residenti e degli operatori di Lido di Savio, avendo però da esprimere osservazioni non marginali al riguardo".   

"La storia - prosegue - ci ricorda che un gruppo di industriali milanesi cercarono accordi, agli inizi del 1900, con il Comune di Cervia per costruire un luogo ad immagine di Milano nella costa romagnola, e presto ci fu un accordo per dare corpo a questa idea facendo nascere appunto Milano Marittima, una specie di succursale milanese con affaccio sul mare. Anche per Lido di Savio, negli anni ’50, il primo nome che la contrassegnò fu in effetti Bologna Mare, piuttosto che Bologna Marittima, ma poi si volle dare continuità alla fascia costiera dei nostri lidi, da nord a sud, evitando di associare alla neonata frazione del litorale ravennate confinante con Cervia il nome del capoluogo regionale. Nulla dunque eccependo sulla volontà dei cittadini del posto, occorre però rilevare come per molti ravennati etichettare questo lido col nome della città capoluogo della Regione sembri rimarcare il predominio di Bologna e dell’Emilia sulla Romagna, quasi rinunciando a valorizzare la storia, la cultura e le tradizioni della nostra “effettiva” regione".

"I veri problemi irrisolti di Lido di Savio sono del resto numerosi - conclude Spadoni. - Essa lamenta da sempre di non ricevere alcun beneficio dall’essere di gran lunga la maggiore fornitrice di soldi alle casse del Comune con la tassa di soggiorno, notando troppe disattenzioni da parte dell’Amministrazione, soprattutto per la cura e la vivibilità del paese, acuite dalla distanza non solo fisica e logistica, ma politica, da Ravenna. Ecco dunque ad esempio - come rileva il programma della nostra Lista del Mare - che le sue strade e i suoi marciapiedi, anche della viabilità principale (viale Romagna, viale Verghereto, ecc.), essendo orfani di interventi manutentivi programmati, sono difficoltosi e pericolosi da percorrere, in particolare per il “degrado da radici”, oltreché bisognosi di più frequente pulizia. Altrettanto le aree verdi attrezzate, scarsamente oggetto di manutenzione anche ordinaria. Il fiume Savio, che trasporta acque a tutta vista malsane, producendo ogni tanto qualche divieto di balneazione, attende inutilmente interventi capaci di rimuoverne le cause a monte. Tra gli interventi più urgenti figurano l’adeguamento e messa a norma dello scarico dell’impianto idrovoro nelle acque del fiume stesso, come pure, sul lato spiaggia, la ricalibratura delle scogliere emerse danneggiate. Il ponte sul fiume Savio, che collega Lido di Savio a Lido di Classe, molto pericoloso per chi si muove a piedi o in bici, richiede tuttora di essere affiancato da una passerella ciclopedonale. E si pone fin d’ora la realizzazione di una nuova area camper pienamente attrezzata, in grado di sostituire, senza interruzioni del servizio, quella attuale che dovrà chiudere quest’anno. Mettiamola dunque in positivo, sperando che l’installazione di due cartelli sulle vie di accesso di Lido di Savio, uno della località e un altro turistico, costituisca la base di partenza per una soluzione attenta, puntuale e decisiva delle tante criticità sofferte da questo lido, sua vera priorità, anche e soprattutto per le proprie notevoli potenzialità turistiche".

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