Referendum sul taglio dei parlamentari: "Le nostre ragioni del no"

“Non è una riforma, ma una semplice mutilazione della rappresentanza democratica" afferma Nevio Salimbeni, uno dei portavoce di +Europa a Ravenna e del Comitato 'Cominciamo dal no'

"In condizioni non paritarie, tra regioni che votano per le amministrative e con la pandemia che rende difficile gli incontri pubblici, dovrebbe partire da oggi la campagna elettorale sul referendum taglia parlamentari": Più Europa Ravenna chiede a tutte le persone libere di ogni schieramento di "aiutarci a non fare passare sotto il silenzio quello che una spregiudicata maggioranza parlamentare dai numeri bulgari (98% dei deputati) ha votato, chiamandola impropriamente “riforma”".

“Non è una riforma, ma una semplice mutilazione della rappresentanza democratica – afferma Nevio Salimbeni, uno dei portavoce di +Europa a Ravenna e del Comitato 'Cominciamo dal no' – Le riforme istituzionali hanno senso se contemplano una revisione organica dei poteri delle istituzioni e quindi anche, alla fine, dei numeri e dei meccanismi della loro composizione. Ma fino a che in Italia rimarrà la formula del bicameralismo paritario (stesse funzioni per Camera e Senato) e non si chiarirà il rapporto tra Stato e Regioni (come ha dimostrato l’emergenza Covid) ogni intervento potrà solo essere peggiorativo e motivato da altre ragioni: non da quelle dell’efficienza e dell’efficacia del ruolo del Parlamento. La vera anomalia oggi non è il numero dei parlamentari, ma il funzionamento reale delle istituzioni parlamentari. Abolire un terzo dei parlamentari significa mutilare la rappresentanza democratica, danneggiare i territori più piccoli e periferici (come la Romagna, per capirci), manomettere gli equilibri democratici (interi territori sarebbero rappresentati solo da una parte politica) per un risparmio davvero risibile. Aumentando però la tendenza a far dipendere la nostra democrazia da pochi segretari di partito. Non è un caso che a promuovere questa iniziativa sia prima di tutto un partito (i 5 stelle) entrato nelle Istituzioni prefigurando la possibilità dell’abolizione del sistema parlamentare. D’altronde a forza di denigrare il ruolo e la composizione delle Camere siamo arrivati effettivamente a un Parlamento degradato, con una bassa qualità media degli eletti e troppi sprechi e comportamenti parassitari. Non sarà certo un caso che l’ultimo scandalo, sulla richiesta dei 600 euro per le partite Iva, veda coinvolti eletti di partiti che sono alla testa della richiesta di mutilare lo stesso Parlamento. Noi siamo per un no chiaro, riformista e innovatore pronto a guardare al futuro, controcorrente certo ma per riformare davvero le nostre istituzioni senza scorciatoie populiste pericolose ed inutili; ed è per questo che saremo protagonisti al Referendum con il comitato 'Comiciamo dal no0 e ci appelliamo a tutti i ravennati di ogni appartenenza perché ci aiutino in questa sfida difficile”.

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