Nomine Regione, Minichini (LpRa): "Cosí non si puó andare avanti"

"Perché Ravenna è sempre tenuta a margine di tutte le altre città emiliane romagnole?"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Tante volte mi sono chiesto, e credo anche tanti cittadini se lo chiedono, perché Ravenna è sempre tenuta a margine di tutte le altre città emiliane romagnole, l'eterna bistrattata, quindi sintetizzo, a livello personale, gli incarichi della Regione Emilia Romagna, a partire da quelli di Presidente e Assessori, nonché i loro collegi elettorali. Voglio dimostrare la tesi che pur con la più grande buona volontà, in queste condizioni, Ravenna è condannata per sempre ad una logistica, quale quella che ci ha lasciato Fabrizio Colonna, in ritirata, l' 11 aprile del 1512. Stefano Bonaccini, presidente R.E.R. (Modena); Andrea Rossi, sottosegretario (Reggio Emilia, membro direzione nazionale del PD); Elisabetta Gualmini, (Modena); Patrizio Bianchi, (Ferrara); Simona Caselli, (Parma); Andrea Corsini, (Cervia); Palma Costa, (Modena); Raffaele Donini, (Bologna assessore infrastrutture); Paola Cazzolo, (Piacenza); Massimo Mezzetti, (Modena); Emma Petitti, (Rimini); Sergio Venturi, (Bologna); nonché Ing. Paolo Ferrecchi, capo della Direzione Generale Reti Infrastrutturali (Bologna); Dr. Morena Diazzi, direttore generale delle Attività Produttive, Commercio e Turismo (Modena).

Su dodici politici, dieci hanno collegi elettorali sulla dorsale della via Emilia, che è antitetica come sviluppo a quella Adriatica. Merci e passeggeri ahimè viaggiano in una direzione o nell'altra. Non è colpa di nessuno, ma è così. Allo stesso modo sono certo dello sforzo che fa ciascuno, per essere imparziale, ci mancherebbe. Si aggiunga che i due dirigenti tematici, sono della stessa area emiliana, come l' 80% dei tecnici intermedi. Il risultato è che, nonostante gli sforzi di imparzialità, la dorsale sulla via Emilia negli ultimi 150 anni si è sviluppata a dismisura, al limite dell' intasamento, con epicentro Bologna, mentre quella sulla via Adriatica, oltre ad avere percentuali del 50% inferiori come infrastrutture, è al collasso storico. Fiore all'occhiello, il Ministro delle Infrastrutture è di Reggio Emilia e dalla sera alla mattina ha annullato la Cesena-Mestre, dopo un ventennio di lotte e deliberazioni a favore. Vogliamo aggiungere che si approvano contemporaneamente l'autostrada Brennero-Tirreno, con avvio annunciato in questi giorni del Ti-Bre (Parma), nonché si spinge per la Cispadana?

Non voglio dire nulla sulla utilità di queste opere, anzi, ma le merci, prima di affrontare le strade gomma e ferro, in un'economia globale, arrivano per l'80% dai Porti. Non vi sembra il caso di partire da lì, o Bologna, Modena, Parma e Reggio sono sul mare come nel Pliocene? Ci sorprendiamo della Brexit inglese, ma qualcuno la fa a Ravenna tutti i giorni, nel più assoluto silenzio delle forze che ci hanno governato in questi anni. Nel rispetto di tutti, un riequilibrio minimo con l'Assessorato Regionale delle Infrastrutture ad un Ravennate purosangue, è assolutamente indispensabile, per competenza, per garantire quel minimo di equità, che continuamente vilipesa come oggi poi degenera come sappiamo nei regionalismi. Non sorprendiamoci e non giriamoci attorno, lo vede anche un cieco, basta prostrazione".

Pasquale Minichini

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