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Martedì, 21 Maggio 2024
Politica

Regolamento sui capanni, Guerra (LN): "Accelerare la riqualificazione delle valli"

Sul tema interviene il capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale, Paolo Guerra: "Ho incontrato in questi giorni alcuni capannisti che, anche attraverso le proprie associazioni, si sono impegnati per avviare le ristrutturazioni

"Ci sono voluti praticamente tre anni per l’ottenimento di una nuova e certamente più coerente regolamentazione sui capanni e sui manufatti che si affacciano sugli specchi d’acqua del Comune di Ravenna. Questo percorso ha reso l’Amministrazione comunale e le Associazioni più mature al punto che, prima della prossima legislatura, propongo di apportare alcuni correttivi per avviare quella riqualificazione paesaggistica delle valli ravennati che tutti, e non solo gli ambientalisti, auspicavano da tempo". Sul tema interviene il capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale, Paolo Guerra

"Ho incontrato in questi giorni alcuni capannisti che, anche attraverso le proprie associazioni, si sono impegnati per avviare le ristrutturazioni. A fronte degli oltre 500 capanni presenti sulle aree di competenza comunale, ad oggi sono state presentate solo 13 domande e rilasciate 5 risposte alcune delle quali, chiedendo ulteriori adeguamenti, di fatto bloccano l’avvio dei lavori. Di questo passo occorreranno almeno 40 anni per sistemare gli insediamenti e riqualificare il paesaggio delle nostre valli.  Emergono una serie di implicazioni probabilmente sottovalutate, o volutamente rimandate da quegli esponenti del PD che hanno avallato una gestione del “…caso per caso…”. Situazione che evidenzia nuovamente la superficialità della politica locale al governo che, lasciando ai funzionari degli uffici comunali l’interpretazione tecnica di norme confuse, essa diventa inevitabilmente restrittiva per i fruitori. Il rischio è che questo Regolamento, nato da una effettiva partecipazione e condivisione dei cittadini, risulterà di fatto inapplicabile ed inapplicato come il Regolamento del 1975; spiega Guerra. 

"I capannisti si stanno scontrando su tre aspetti principali:  sui casi di incongruità fra le dimensioni riportate nei documenti che attestano l’esistenza ante 1967 e le concessioni comprese fra il 1967 e i 1975, rispetto alle dimensioni odierne, forzatamente adattate dai fruitori nel corso di 50 anni per contrastare le mareggiate e il maltempo; sull’anacronistica richiesta dell’antisismica per un capanno da pesca o da caccia in legno che, pur accantonata durante le commissioni, pare oggi tornare come requisito quando un concessionario voglia ristrutturare il proprio capanno, bloccando di fatto l’adeguamento stesso al regolamento;  
sull’assoluto disorientamento quando, oltre al Comune, i fruitori devono rivolgersi anche alla Regione per quanto riguarda i capanni sui fiumi e alla Capitaneria di Porto quando gli insediamenti sono sulle acque del demanio o in mare". 

"Ho quindi presentato una mozione allo scopo di proporre dei correttivi al Regolamento entro questi pochi mesi che restano della legislatura. Diversamente queste implicazioni non solo bloccheranno la riqualificazione delle nostre zone umide, ma diventeranno la causa, sempre più probabile, di un generale abbandono degli insediamenti. Con il rischio che i “nostri anziani” privi di risorse e competenze, si allontanino lasciando lo spazio a frequentazioni pericolose che negli ultimi mesi hanno visto capanni incendiati e spazi occupati da clandestini ed extra comunitari, conclude il capogruppo del Carroccio. 

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