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Relitto Berkan B, Zamboni (Europa Verde): "Monitorare fuoriuscite di idrocarburi durante la rimozione"

La capogruppo di Europa Verde segnala le perdite oleose nel processo di rimozione del relitto: "Un danno ambientale che si aggiunge agli sversamenti di questi anni"

Il Gruppo Europa Verde dell’Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna ha presentato martedì un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere a quale fase sia giunto il processo di rimozione del relitto della Berkan B ormeggiato e abbandonato dal 2010 nella Pialassa dei Piomboni a Ravenna. I Verdi chiedono in specifico "se in corso d’opera siano state e siano tuttora rispettate tutte le nove prescrizioni puntuali previste nel parere relativo alla procedura di Valutazione di Incidenza, in particolare per quanto riguarda sia la redazione del Piano di Gestione Ambientale del cantiere, sia una specifica analisi di rischio incidenti/piano emergenze e infine la predisposizione di tutti i presidi di tipo preventivo e protettivo che si rendano necessari al fine di scongiurare sversamenti e dispersioni incontrollate che possano inquinare i fondali e l’acqua interessata dal relitto".

“Ho ricevuto varie segnalazioni secondo le quali in questi giorni, a seguito delle operazioni di rimozione del relitto della Berkan B, si sarebbero verificate perdite oleose, quasi sicuramente di idrocarburi fuoriusciti dal relitto, che si starebbero diffondendo nell’ambiente circostante. A fine agosto, le associazioni Amici della Pineta di San Vitale e Pialassa, APS Amici dei Parchi, Federazione Nazionale Pro Natura, Gruppo di Intervento Giuridico, Italia Nostra, e L’Arca hanno lanciato l’allarme sul rischio di perdite di sostanze oleose nel corso delle operazioni di rimozione del relitto e si è rivolto direttamente al Ministero della Transizione ecologica per chiedere che venisse predisposta una visita al cantiere al fine di verificare lo stato delle acque interessate – ricostruisce Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. - Dalle cronache dei media locali emerge inoltre come le operazioni di recupero siano più volte fallite a causa della complessità del processo causando ulteriori perdite di carburante. Un danno ambientale che si aggiunge agli sversamenti perdurati in tutti gli anni scorsi seguiti all’affondamento della Berkan B avvenuto nel 2010”.

L’Assessora Barbara Lori, rispondendo all’interrogazione della consigliera Zamboni, ha confermato le difficoltà emerse nella rimozione del relitto, comunicando che mentre il primo troncone risulta rimosso, per il secondo ancora in acqua, a causa delle sue dimensioni e peso, si sta valutando di selezionarlo in due parti. Lori ha inoltre dichiarato che per quanto riguarda le prescrizioni contenute nella Valutazione di incidenza ambientale, sono state poste le panne oleo-assorbenti al fine di evitare dispersioni incontrollate di idrocarburi, mentre per quanto concerne il monitoraggio richiesto dalle associazioni ambientaliste sono in corso dei campionamenti.

“Sono soddisfatta di aver avuto conferma che il monitoraggio richiesto da numerose associazioni ambientaliste sia in corso e sia puntuale - conclude Zamboni - Sarà mia premura indicare ai soggetti che si sono rivolti a Europa Verde di chiedere le risultanze delle analisi in corso direttamente agli enti locali ed Arpae che, come indicato dall’Assessora Lori, stanno seguendo e monitorando le operazioni di rimozione del relitto, con l’ovvia speranza che tali analisi non evidenzino la presenza di inquinanti nelle acque in cui si trova ancora parte del relitto”. 

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