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"Repubblicani per l'Europa" non piace alla minoranza dell'Edera: "Iniziativa senza capo nè coda"

Paolo Gambi e Luisa Babini, facenti parte della minoranza del Pri ravennate, commentano la scelta di una parte dei repubblicani ravennati di dare vita a una componente politica interna organizzata col nome di "Repubblicani per l'Europa"

"La maggioranza del Partito repubblicano di Ravenna, anziché analizzare a fondo i risultati elettorali del 4 marzo, che si sono abbattuti come uno tsunami sul centro-sinistra ravennate e interrogarsi sul da farsi, si diverte a tentare di destabilizzare il Pri nazionale che si è finalmente, dopo anni e anni di immobilismo, dato una struttura". Paolo Gambi e Luisa Babini, facenti parte della minoranza del Pri ravennate, commentano la scelta di una parte dei repubblicani ravennati di dare vita a una componente politica interna organizzata col nome di "Repubblicani per l'Europa". Ma a firmare la nota sono anche alcuni consiglieri nazionali del Pri, come Aride Brandolini, Fabio Bocchini, Davide Guerra e Paolo Fiammenghi.

"Si dà vita a una minoranza che non ha né capo né coda sul piano politico - secondo Gambi e Babini - Al suo interno, infatti, vi sono tutte le posizioni, da quella maggioritaria che prevede la subalternità al Pd ai nostalgici del centro-destra. Si tratta, quindi, di un'iniziativa confusa che non apporterà alcun effettivo vantaggio nè al Pri nazionale, nè a quello locale. Al contrario noi avevamo indicato, al Consiglio Nazionale del 14 aprile scorso, un percorso politico chiaro. Innanzitutto favorire e partecipare al cantiere della ricostruzione di una nuova sinistra democratica, riformatrice e di governo che superasse l’esistenza del Pd e prevedesse al suo interno il rilancio e un ruolo più incisivo delle forze di ispirazione laica. In questo senso, avevamo proposto la realizzazione di una grande conferenza nazionale programmatica dei repubblicani per dare corpo e contenuti alla direzione di marcia indicata. Per concludere questo percorso la celebrazione, entro un anno, di un congresso nazionale straordinario. In questo percorso c’è posto per le idee di tutti. A patto di avere idee".

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