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Riduzione delle tasse, Ancisi (LpR): "Manovra tardiva, i cittadini non vedranno un euro"

“Sta di fatto che neppure un euro verrà restituito ai contribuenti ravennati super tassati, così come, l’assessore al bilancio stessa lo ha dichiarato, i Comuni che hanno incassato meno del previsto si sono rifatti della differenza caricandola sui propri amministrati"

“La manovra della giunta Matteucci per allentare la pressione fiscale sui contribuenti ravennati è tardiva, perché si applica solo sul bilancio 2013 del Comune. Nel 2012 l’incasso dell’IMU, ad aliquote invariate nel corso dell’anno, è stata superiore di 4 milioni e 185 mila euro rispetto ai 62 previsti in occasione dell’approvazione del bilancio. La giunta, cambiando le carte in tavola, ne riconosce solo 1 milione e 265 mila”. L'analisi arriva dal capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi.


“Sta di fatto che neppure un euro verrà restituito ai contribuenti ravennati super tassati, così come, l’assessore al bilancio stessa lo ha dichiarato, i Comuni che hanno incassato meno del previsto si sono rifatti della differenza caricandola sui propri amministrati. È tardiva anche perché solamente ora la giunta comunale ha fatto propria la nostra “idea innovativa” del 6 aprile 2012 di istituire “UN FONDO PER LA MODERAZIONE DEL CARICO FISCALE IMU SULLE FAMIGLIE”, concepito da Lista per Ravenna allo “scopo di erogare contributi alle famiglie eccessivamente gravate dal carico dell’IMU, con riferimento alle specie di immobili ove più diffusi sono i nuclei di modesta condizione: abitazioni principali (prima casa), abitazioni concesse in uso gratuito a familiari, abitazione sfitte di anziani ricoverati in casa protetta, abitazioni in affitto concordato (tra cui quelle in uso ad universitari), fabbricati rurali ad uso strumentale, terreni agricoli, fabbricati ad uso non abitativo di piccole imprese artigianali e commerciali a conduzione familiare. Il contributo sarebbe graduato in proporzione all’entità dell’IMU versata e alla condizione economico-strutturale di ciascuna famiglia, certificata tramite un quoziente familiare”. Sulle abitazioni sfitte di anziani ricoverati in istituti ci ha pensato, peraltro, una modifica di legge”, continua Ancisi.


IL FONDO MANCE - “Se i comportamenti corretti risultano insufficienti per riportare la pressione a valori normali, diventano necessarie le medicine. Spendendo troppo e male, il Comune ha fatto salire oltre misura le tasse a carico dei cittadini. L’esempio più clamoroso è che i ravennati hanno pagato in media 578 euro di IMU contro i 492 della media nazionale e i 523 di quella regionale, risultando i più tartassati e quelli che hanno subito l’aumento più pesante nel passaggio dall’ICI all’IMU (+168 per cento). Logico che debba essere adottata una terapia per abbassare la pressione fiscale. Ma quella annunciata questo mercoledì vale al massimo come un’aspirina.Ci sarà una leggera riduzione dell’aliquota IMU per gli immobili strumentali delle imprese. Una risposta utile, anche se esigua, alla manifestazione indetta al grido di: “Salviamo le imprese”.Dopo la denuncia sollevata da Lista per Ravenna l’8 dicembre scorso circa la “RAPINA IMU DEL COMUNE DI RAVENNA SULLE PRIME CASE DELL’EDILIZIA SOCIALE COOPERATIVA”, l’aliquota per tali abitazioni, considerata seconda casa all’1,06 per cento nel 2012, torna nel 2013, pur senza restituire il maltolto, ad essere trattata per quella che è: prima casa, allo 0,5 per cento. Infine, la proposta, 'copyright Ancisi', di un fondo “per la restituzione dell’IMU” a favore dei redditi bassi, degli alloggi gravati da mutuo e delle case concesse in uso gratuito ai familiari stretti (questa una battaglia che Lista per Ravenna ha condotto con tutte le armi a disposizione). Si vedrà se i “redditi bassi” saranno definiti tenendo conto dei carichi familiari, tuttavia il fondo taglia fuori gli agricoltori, che, ingiustamente, oltre allo 0,76 per cento sui terreni agricoli, devono pagare lo 0,2 per cento sugli immobili che non producono reddito, ma sono strumentali per il loro lavoro, come depositi, rimesse e fienili. Ma soprattutto è di appena 400 mila euro, e rischia quindi di distribuire più che altro delle mance”.

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